Da un eccesso all’altro
20 febbraio 2009 | Di Domenico Majorana | Categoria: Altro
Da un eccesso ad un altro: mentre in Italia il governo tende ad adottare misure sempre più restrittive in materia di intercettazioni, accesso ai siti internet e divulgazione di cronaca processuale, in Gran Bretagna esiste un programma che, entro il 2014, sarà in grado di monitorare i movimenti e le comunicazioni telefoniche di tutti coloro che calpesteranno il regale suolo. Roba da far impallidire persino George Orwell.
“Magari nemmeno voi sapete quanto avete speso nel vostro giro di shopping selvaggio a Londra: ma il governo inglese sì. Non solo, sa anche quale volo avete preso, quando avete programmato il viaggio per la Gran Bretagna, dove alloggiate e in quali ristoranti mangiate. E tutto ciò anche se non siete una spia, né un terrorista, ma un banalissimo turista. L’idea del ministero dell’interno e della Immigrazione è di monitorare gli spostamenti e le abitudini di chi entra nel Paese, per salvaguardarsi da episodi di criminalità: ogni spostamento e ogni spesa effettuata – grazie alle carte di credito – è registrata per via elettronica e catalogata in un dossier che porta il vostro nome.
Entro il 2014, i computer-spia di un centro di Manchester, saranno in grado di schedare – oltre ai cittadini della Gran Bretagna – anche tutti coloro che “entrano ed escono dai confini”. L’intelligence memorizzerà i dati raccolti e li conserverà per una decina d’anni: traffico telefonico, prenotazioni di voli, alberghi, movimenti della carta di credito. Acquisti, spostamenti: chi controlla potrà risalire persino alle preferenze culinarie degli osservati. Il progetto, che doveva restare segreto, è invece trapelato scatenando molte polemiche, anche perché si contrapporrebbe con le direttive europee sulla libera circolazione delle persone in ambito comunitario. Perché mettere in piedi un tale “mostro”? Per difendersi da terrorismo, criminalità organizzata, immigrazione clandestina. Con il monitoraggio dei consumi, poi, sarà più facile beccare con le mani nella marmellata anche gli evasori fiscali. Se poi l’effetto collaterale sarà violare la privacy dei propri cittadini e dei turisti, ne sarà comunque valsa la pena, assicurano gli interessati.”
Fonte: libero news


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