Istituto Nautico, Istituto Marino e Museo del Mare
13 aprile 2008 | Di Mauro Longo | Categoria: Altro
Messina è una città di mare. Per molti versi, Messina è LA città di mare, con una plurimillenaria storia di navigazione, pesca, artigianato, nautica, mitografia marinara, pirateria, contrabbando, commerci navali, cantieristica, mitologie, logistiche di attraversamento dello Stretto e immaginario collettivo.
A Messina qualcuno vuole realizzare un Museo del Mare, che parli di tutti questi aspetti insieme, senza tralasciarne nessuno, dal naufragio della Ninetta di 50 anni fa, agli ultimi tragici eventi degli anni scorsi. Questa persona, appassionata e vivace, è la Preside dell’Istituto Nautico Caio Duilio di Messina, istituzione scolastica d’eccellenza della nostra città, fondata nel 1823 e dedicata alla formazione dei tecnici di navigazione e alla diffusione delle scienze del mare.
Strumenti nautici, attrezzature del passato e del presente, carte navali e celesti, modellini, reperti, cimeli, mappe, foto, disegni e curiosità legate al mare e alla navigazione. Spicca nel cortile interno l’albero maestro di un veliero, risalente al 1930 e utilizzato in passato da generazioni di studenti per le esercitazioni pratiche.
La ricchezza del numero degli oggetti di questa collezione, il loro valore storico e la loro contestualizzazione eccezionale, perfettamente inseriti come sono nella nostra città, caposaldo di sempre della navigazione mediterranea sono tutti elementi importantissimi e imprescindibili di una collezione straordinaria.
Ma dove mettere questa collezione? Dove creare il “Museo del Mare della Città di Messina?” La soluzione c’è già ed è semplice e geniale allo stesso tempo. Talmente semplice e geniale che ci si domanda perché non sia ancora stato fatto.
L’Istituto Marino di Mortelle, edificato intorno al 1928 è stato oggetto, tramite il programma Urban, di “un intervento globale di ristrutturazione per provvedere al risanamento delle fabbriche, al risanamento degli organismi ed alla loro destinazioni a servizi socio-assistenziali, con la creazione di un Centro Polifunzionale”, un progetto che sarebbe dovuto essere già terminato e controllato. All’interno delle sue sale, già collaudate, era previsto in origine proprio un Museo del Mare, un Museo dello Stretto, un Museo di Capo Peloro o qualcosa del genere (lo dico con sufficienza perché alla fine il Museo suddetto non è mai stato realizzato).
E allora basterebbe colorare gli spazi col puntino per evidenziare un disegno di indubbia bellezza: abbiamo la sede dell’allestimento, abbiamo la collezione, abbiamo 3 elementi (Messina, il suo Istituto Nautico, il suo Istituto Marino) che stanno insieme in maniera meravigliosa.
Quanto ci vorrà a metterli assieme?


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