Le ragioni del Grillo
4 aprile 2009 | Di Staff Messina News | Categoria: Altro, Politica
Ultimi sprazzi, la popolarità di Grillo non crescerà più e il passo falso a La7 è molto più significativo di quanto si pensi. Si può ipotizzare un abbandono della CasaleggioAssociati (soprattutto viste le intenzioni del Governo riguardo alla censura in rete – e non solo del Governo: vedi causa Mediaset contro Google per via dei video su Youtube) ed un tentativo del comico di provare e sperimentare altre vie. E così ne è uscita fuori tutta l’idiozia di una persona che non capisce che non può usare in una trasmissione televisiva lo stesso stile da Masaniello buono per la rete e poi sperare di ottenere identici risultati (perfino nel blog c’è stata una vivace protesta da parte dei suoi seguaci per la brutta figura rimediata). Comunque noi approfittiamo di questo passo falso per mettere on-line un’indagine davvero precisa ed interessante sul “fenomeno Grillo” che ci è stata consegnata ben 10 mesi fa (a luglio) da un nostro collaboratore. Eccola qui:
Quando si fanno saltellare gli altri
La prima caratteristica del movimento di Beppe Grillo è che non è un movimento democratico.
La seconda caratteristica del movimento di Beppe Grillo è che non è un partito.
La terza caratteristica del movimento di Beppe Grillo è che attacca, sempre, anche quando si difende.
E si potrebbe ancora continuare con il lungo elenco delle particolarità che distanziano il movimento del comico genovese da tutto ciò che, da almeno 14 anni, si vede all’interno del circo della politica italiana.
Grillo è ormai entrato nel cuore delle centinaia di migliaia di persone che votavano Bertinotti e Cossutta, e fa pure simpatia a tanta gente che si definisce di destra.
Così mentre la sinistra estrema perdeva le elezioni politiche per mancanza di decisionismo1 e coraggio2, i “grillini” avanzavano indisturbati fra la gente, segnalandosi come anti-politica pura. Mostrandosi anti-Sistema, anti-partitici e anti-democratici, alle Regionali siciliane superavano il partito di Storace (sostenuto a livello locale da Nello Musumeci) e al comune di Roma prendevano perfino il consigliere. Alla faccia di chi dice che ci vuole un’immagine moderata per combinare qualcosa di buono.
Decisionismo ed intraprendenza sono elementi che Beppe Grillo ha mostrato più volte di considerare; caratteristiche che assieme ad una buona dose di pragmatismo lo hanno portato ad essere il comico più odiato d’Italia.
Un comico che ha puntato tutto su un blog, snobbando televisioni e giornali e riuscendo ad avere, allo stesso tempo, un ottimo risalto mediatico, subito tradottosi in una ancora maggiore visibilità del suo sito.
Questo vale come netta smentita dell’ortodossia del mendicare tanto in voga tra i piccoli che, pensando in piccolo, resteranno piccoli per sempre.
Ma il successo va anche mantenuto. Ecco perché Grillo continua a snobbare le televisioni, i giornali e la politica tutta. Non può rischiare di essere normalizzato. Non intende legittimare i politici e giornalisti obiettivi dei suo strali. Non cerca, anzi detesta, il dialogo democratico. Non vuole nemmeno che la sua azione venga confusa con quella di Di Pietro. Decide di volta in volta di giudicare sul Blog l’ex Pm, dicendosi contento o meno del suo operato, ma non vuole altri tipi di accordi con lui (e con nessun altro). L’8 luglio non era alla manifestazione con i girotondini di Nanni Moretti, con la Guzzanti, con Di Pietro, perché lui è una primadonna e non sta dietro a nessuno. Ha parlato alla gente attraverso un video-collegamento su maxischermo, ma non è sceso in piazza con gli altri. Sono questi ultimi che possono, se vogliono, partecipare alle sue iniziative (dove decide chi fare parlare) e non lui a dover partecipare alle iniziative altrui. È lui che permette a Travaglio di parlare sul blog, non il contrario.
Eppure il Grillo-pensiero si basa su ovvietà, luoghi comuni e cose dette e ridette. Del resto lo si conosce solo per slogan, letti saltuariamente sul blog. Però il movimento di Grillo piace più di qualsiasi partito d’area i cui programmi si conoscono a memoria e di cui molti condividono appieno il pensiero. Piace perché non chiede alleanze, perché è diretto, perché non ha come scopo quello di presentarsi alle elezioni. Piace soprattutto perché vince, mentre i micro-partiti dell’area di destra e sinistra sono sempre votati alla sconfitta e sembrano più adatti a santi pronti ad un quotidiano sacrificio che non ad eroi in cerca di vittoria. E dire che nell’estrema destra e nell’estrema sinistra è da decenni che dicono che sono loro i “diversi”, che stanno col popolo e non con le oligarchie, che non mirano ad arricchirsi ma al bene della gente e via dicendo. Però poi puntano tutto sulle elezioni, perché dicono che senza quelle non si va da nessuna parte. Eppure Grillo che se ne è fregato delle elezioni è mille miglia più avanti di qualsiasi micro-partitino autodefinitosi “anti-Sistema”.
Se Grillo ragionasse allo stesso modo degli estremisti destri e sinistri il fenomeno dei meet up scomparirebbe nel breve volgere di un mese, sostituito da chissà quale altro movimento di un nuovo Masaniello in cerca di gloria. E non perché Grillo cercando accordi con Bertinotti e Veltroni dopo aver detto di loro peste e corna non sarebbe più credibile, quanto perchè puntando tutto sulle elezioni e perdendole nettamente, ci rimetterebbe in credibilità (come ci rimettono in dignità, ogni volta che perdono, i micro-partitini dell’Area. La meraviglia è che fan finta di non accorgersene).
Ecco perché le battaglie che Beppe Grillo porta avanti sono altre: le raccolte firme per la democrazia diretta del cittadino. Poco importa che in realtà queste ultime e/o i referendum non serviranno a nulla. Infatti quando una persona riesce a raccogliere 1 o 2 milioni di firme può già dichiararsi vincitore. E se le Istituzioni rifiuteranno di fare referendum e leggi, Grillo vincerà ancora di più, perché dimostrerà di aver ragione quando parla di Regime. Invece un Grillo sconfitto alle elezioni per via di uno sbarramento costruito apposta, non si rialzerebbe mai più.
Ecco perché il comico genovese non ha organizzato i meet up in partito e preferisce far lanciare ai cittadini le liste civiche, da lui solamente appoggiate. Va male? Mica c’era lui, o suoi uomini, in lista che miravano alle poltrone; lui fa altre battaglie, non gli interessa parlare dentro le Istituzioni, lui sputa sulle Istituzioni, sputa sulla democrazia. Questo dice sempre a tutti.
Grillo e libertà.
Il Sistema controlla tutto: stampa, radio, televisioni, e qui nulla sfugge alla censura preventiva. Niente filtra che non vogliono filtri. Internet, invece, non è controllato, perché non lo si può ancora controllare. Non lo si può controllare facilmente perché miliardi di persone accedono al web e scrivono e scambiano quel che vogliono (miliardi di dati e informazioni). Ed allora qualsiasi azione anti-Sistema non poteva che partire dalla rete. Due precisazioni: 1) l’azione anti-Sistema di cui parliamo non la intendiamo come portata avanti dai “buoni” contro i “cattivi”
2) L’azione anti-Sistema ha come terreno di conquista l’Italia.
Prima di tutto, però, occorre analizzare alcune caratteristiche di internet. Abbiamo detto dell’accessibilità: chiunque può aprire un blog che ipoteticamente può essere letto da milioni di persone, quasi nessuno invece può aprire un canale televisivo o una radio. Crescita: la rete è il futuro. Un futuro in continua espansione. Ecco perché l’azione anti-Sistema non può che partire dalla rete.
Senza internet sarebbero in pochi a dubitare dell’attentato alle Twin Towers e di tante altre cose, dunque la sola esistenza di Internet costituisce un potenziale pericolo per il Sistema. Possono interagire con la rete e mischiare le carte in tavola (e lo fanno: sovra-informazione, debugger, leggi restrittive per il controllo dei blog e censura) ma non possono bloccarla, dunque non possono, ancora, controllarla. Domani potrebbero. Internet è interazione. L’interazione è resa possibile da alcuni strumenti (esempi: Youtube per i video, Google per la ricerca, Flick per le foto e via dicendo). Se questi strumenti li hanno in mano loro, possono avere in mano tutta la rete. Se questi strumenti li ha in mano una sola società, chi controlla quella società in un futuro potrà controllare tutto. Ecco che Google compra Youtube…
E proprio gli autori di questa azione anti-Sistema spiegano a tutti attraverso un video inserito su youtube (http://it.youtube.com/watch?v=HsJLRX-nK4w ) la potenza di internet. Evitando però di sottolineare gli aspetti negativi delle loro ipotesi sul futuro (dicono che “la pubblicità diventerà informazione” e spiegano anche come avverrà il passaggio dalla vita reale a quella virtuale attraverso l’evoluzione di Second life. Prevedono anche che il copyright diverrà illegale). Traspare un messaggio chiaro: nonostante leggi liberticida i nuovi media scompariranno (nel breve volgere di 2-3 decenni), lasciando il posto alla “connessione interattiva”, che vedrà un’informazione totale per il cittadino. Omettono però di dire che chi controlla la società che gestisce l’informazione potrà gestire l’informazione. Insomma, alla fine cambia poco rispetto al mondo controllato dai vecchi media.
Dunque alcune persone stanno portando avanti quest’azione anti-Sistema perché sono adoratori della rete e ne vogliono accelerare il processo di sviluppo. È gente slegata da chissà quali nobili valori che uno potrebbe pensare muovano sempre le persone che lottano contro il Sistema. Per accelerare il processo di sviluppo della rete e allo stesso tempo per fare un test e soprattutto per dare una dimostrazione della potenza della rete queste persone hanno creato il prodotto “Beppe Grillo anti-politico”. Il comico è gestito da questa gente nella maniera più totale. Il Blog non è di Beppe Grillo, ma di Casaleggio Associati strategie di rete (casaleggio.it) che stabilisce contenuti e forme del sito. Ecco perché Grillo evita di parlare di alcuni argomenti (o, quando spinto dalla pressione dei commentatori, li accenna appena). La Casaleggio Associati non si occupa solo della promozione e della gestione tecnica del sito (video youtube, commenti, ecc.) ma sceglie finanche i collaboratori di Grillo (per esempio Piero Ricca, che ha fatto per il Blog diverse interviste, pagate 200 euro ognuna ed è poi stato licenziato perché non serviva più). C’è chi dice anche che sul blog di Grillo scriva il figlio di Adriano Sofri…probabilmente è vero.
Ad ogni modo Casaleggio Associati non vuole farsi mettere fuori gioco dal Sistema per via dei contenuti. Tanto che qualche anno fa è arrivata a censurare la parola “signoraggio” nei commenti del blog.
Alla luce di tutto questo la prima cosa che viene in mente è che il fenomeno “Grillo” non finirà tanto presto. Se fosse un partito, invece, starebbe già regredendo dopo aver toccato il suo apice. Infatti la garanzia di internet è che la rete offre infinite risorse a chi sa sfruttarle. Qui c’è una battaglia in corso fra il nuovo che avanza e il vecchio che non vuole ancora morire. Ci si può schierare con il nuovo mondo, che presenta per il momento ampi spazi di libertà o con il vecchio, totalmente controllato.
Che il comico genovese abbia smitizzato date come il 25 aprile, ricordato anche i caduti come Sergio Ramelli, difeso la Forleo, che la stessa Rif. Comunista ha affossato3, può essere considerato un dato significativo sotto il profilo della libertà. Ma in realtà questo dato va letto diversamente.
In questa fase il prodotto “Grillo” ha bisogno dell’antipolitica, di tutta l’antipolitica esistente in Italia. Ma un domani non sarà più così e sicuramente Beppe Grillo scomparirà (dal web) nel giro di qualche anno, una volta che attraverso di lui saranno state sfruttate (provate e MOSTRATE al vecchio mondo) tutte le risorse della rete. A quel punto la Casaleggio Associati (che già oggi fa affari in contrasto con tutte le battaglie condotte da Grillo sul blog….ambiente, guerra, e via dicendo) probabilmente non avrà bisogno di fare la guerra al Sistema perché avrà già conquistato il suo spazio all’interno dello stesso (uno spazio significativo)
Oggi, tuttavia, cavalcare l’onda Grillo è una possibilità per gente di destra e per gente di sinistra e non farlo sarebbe l’ennesima occasione sprecata. Le liste civiche sponsorizzate dal Blog possono essere uno strumento vincente se sfruttate in modo adeguato. Anziché stare a guardare, partecipare e capitalizzare…sempre.
1 hanno sperato fino all’ultimo nell’accordo con Veltroni, che invece fin dall’inizio aveva ben chiaro in testa il progetto di un Pd senza sinistra radicale
2 una volta scacciati dal Pd, anziché mantenere e rafforzare la propria identità, hanno rincorso il Pd, evitando perfino di mostrare i propri simboli
3 si pensi al consigliere Letizia Vacca, principale accusatrice della Forleo all’interno del Csm.
Consiglio superiore della magistratura che ha recentemente deciso il trasferimento del giudice perché non si occupi della scalate bancarie di D’Alema&co
Nota Bene: la prima versione del seguente articolo è stata pubblicata a Luglio su “Orientamenti & Ricerca”, notiziario del Centro Studi Polaris (www.centrostudipolaris.org) – centro studi per conto del quale l’articolo stesso è stato scritto
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Che altro aggiungere?
A Messina non si è saputo sfruttare fino in fondo l’onda Grillo. Vuoi per incapacità, vuoi per inesperienza, vuoi per ingenuità, si è condotta una simpatica e doverosa battaglia morale (per fermare la lista Grillo hanno fatto davvero di tutto: dal telegiornalista che appositamente sbagliava i giorni degli eventi elettorali organizzati dal movimento, al tentativo di impedire la raccolta firme per la presentazione delle candidature).
Una battaglia che ha portato ad un clamoroso risultato (la lista Grillo ha superato perfino il partito di Storace e Musumeci) ma che ha anche messo in rilievo le numerose divergenze Politiche (e non partitiche) che poi sono esplose nel post-elezioni.
Sfruttare Grillo è stato per molti l’imperativo categorico (ecco perchè non è stato fatto nessun accordo con l’Idv e altri partiti che pure si erano fatti avanti, chi per un dialogo, chi per un’alleanza elettorale), mentre altri avevano le idee parecchio confuse fin dall’inizio
Nessuno è mai riuscito a governare un Paese con odio e ignoranza. I comunisti italiani e buona parte del Pd credono ancora che l’antiberlusconismo, l’antifascismo, l’anti-quest’altro, siano gli slogan che condurranno alla vittoria. Ma non vinceranno, nemmeno questa volta, nonostante la crisi e nonostante Fini.
Di Pietro è l’unico che ha saputo sfruttare l’onda Grillo e alle Europee potrà capitalizzare (probabilmente per l’ultima volta…ci riferiamo al fenomeno Grillo). E quindi? E quindi niente, serve sempre un partito estremo contro cui puntare l’indice. Fatti fuori gli estremisti di destra e sinistra, restano i giustizialisti. Il partito delle manette serve come il pane al Pdl (e servirà anche al Pd, quando e se troverà un leader, vedrete). Se in questi anni i giudici non avessero fatto politica, ora la camorra non avrebbe in mano Napoli e la Campania e non ci sarebbe alcuna necessità di riformare la magistratura, e il Pdl non avrebbe ragione per essere sostenuto da oltre il 45% degli italiani.
Noi?
Noi siamo in rete da circa un anno, e in tutti questi mesi non abbiamo fatto altro che crescere. Prima o poi comunicheremo qualcosa alle decine di persone che ogni settimana si iscrivono al sito (visti i numeri la cosa ci ha anche sorpreso e non poco) e indicheremo come muoversi a chi continuamente scrive che vorrebbe darci una mano. Tutti, comunque, sanno già cosa fare per attivarsi. Basta vedere il “Chi siamo” per capire come essere utili al Progetto e a se stessi.
Messina News è una sinergia di azioni integrate che portano ad uno sviluppo costante del Libero Pensiero. Pensiamo che una recita la si possa fare a 6 anni, non a 16, 20 o 30 anni. Basta burattini ammaestrati che scendono in piazza per sfogarsi, basta derelitti arrabbiati che non fanno altro che lamentarsi, basta ignoranti e falliti che si riciclano in politica, questo mondo, questa situazione politica, offre enormi possibilità di azione. Questo sito offre gigantesche e sorprendenti possibilità per le persone che hanno un’idea e vogliono per davvero vederla realizzata.
Ecco perchè abbiamo deciso di non pubblicizzare il sito e lasciare la possibilità a chiunque creda in qualcosa (che non sia un reality ma nemmeno il disinteresse totale verso ciò che lo circonda) di rendersi utile diffondendo i nostri banner.
Non cerchiamo collaboratori: su mille persone a noi interessa quell’unico elemento valido che ha qualcosa di interessante in testa e vuole vederla realizzata. Nel tempo alcune persone sono state invitate a lasciare il Progetto, altre hanno capito che non faceva più per loro, altre continuano ad aggiungersi. Ogni collaborazione passata, presente e, soprattutto, futura è stata e sarà importante, ma non tutti possono collaborare allo stesso modo.
Non siamo tutti uguali. Per Grillo il “grillino” Tizio conta quanto il “grillino” Caio, perchè tanto non li ascolta (nè Tizio nè Caio) e nemmeno ci dialoga, per noi la cosa è invece completamente differente.
Crediamo nella diversità degli uomini e nella loro valorizzazione e non siamo disposti a dare direttive a nessuno.
E’ vero, come dice Grillo, che i 20enni e i 30enni devono prendere in mano la situazione, ma bisogna che queste persone siano i 2oenni e i 30enni giusti; inoltre non possiamo pensare che lo strumento giusto siano solo i consigli comunali. Servono idee e metodi, non politica.
Di Grillo apprezziamo l’autoproduzione. Fattura milioni, vendendo (letteralmente) politica attraverso un sito. Disprezziamo il fatto che non spenda un euro per la causa.
E non spende un euro perchè non ha idee*. Grillo non è solo anti-politica, Grillo è anche e soprattutto anti-cultura.
La cultura, nel senso che abbiamo sempre specificato**, è la base di tutto.
Non puo’ esserci nessun cambiamento senza cultura.
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http://www.messinanews.com/focus/la-giornata-delle-zucche/
http://www.messinanews.com/focus/il-ponte-delle-illusioni/
http://www.messinanews.com/politica/il-pacco/
*se avesse un’idea, la seguirebbe e ci scommettere sopra
**la cultura è essere consci del proprio ruolo nel mondo


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