Nostalgici del razzismo
23 settembre 2008 | Di noreporter.org | Categoria: Altro
Milano: la manifestazione per Abdoul oscilla tra l’assurdo del morire per un biscotto e la speranza di evocare fantasmi KKK
Dopo alcuni momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine, una delegazione composta di tre persone tra cui lo zio di John, uno dei ragazzi che era con Abdul Guibre, il ragazzo ucciso domenica scorsa a Milano, è stata autorizzata a superare il cordone di Polizia per lasciare dei biscotti simbolici di fronte al bar «Shihing». Uno di loro si è inginocchiato per pregare. «Non vogliamo la violenza, solo la giustizia – ha detto rivolto ai giornalisti presenti uno dei tre ragazzi – la violenza non serve a niente».
I BISCOTTI – E ancora rivolto ai giornalisti, con un biscotto in mano, diventato simbolo della manifestazione, ha detto: «Ecco per cosa lo hanno ucciso. Per un biscotto. Aveva solo 19 anni. Guardate italiani per che cosa si uccide». La delegazione è stata fatta passare dopo che tra manifestanti e Polizia si sono verificati piccoli incidenti come lancio di bottiglie, ma non ci sono state cariche da parte delle Forze dell’Ordine. I manifestanti infatti inizialmente volevano passare tutti in processione davanti al bar e non accettavano l’idea della delegazione. Durante questi momenti di tensione, una bottiglia ha colpito al ventre un operatore di Sky che però non ha riportato ferite. Il gruppo di manifestanti si era staccato dal corteo principale per raggiungere l’ingresso di via Zuretti con striscioni per salutare Abba ma era stato bloccato dalle forze dell’ordine.
IL CORTEO – In precedenza si era conclusa la manifestazione autorizzata in piazza Duomo prima che il gruppo di circa 400 persone , desse vita a un corteo non autorizzato dirigendosi verso il bar «Shining» di via Zuretti. Agli amici del ragazzo (italiano originario del Burkina Faso) e a molte decine di immigrati di colore, che erano alla testa del corteo, si erano aggiunti anche giovani dei centri sociali e altri manifestanti al grido: «Vergogna, giustizia, siamo africani non animali». Prima c’era stata qualche spinta e momenti di tensione in piazza San Babila: qui il corteo avrebbe dovuto proseguire lungo corso Europa ma un gruppo di manifestanti ha cambiato percorso imboccando corso Vittorio Emanuele e dirigendosi verso il muretto dove il sabato pomeriggio i ragazzi sono soliti ritrovarsi per ballare la break dance. TENSIONE – Successivamente un gruppo di manifestanti aveva percorso alcune centinaia di metri di corsa rovesciando dei cestini delle immondizie. Una parte di corteo è rimasto in piazza Duomo dove la manifestazione avrebbe dovuto concludersi, un’altra parte si era diretta verso via Zuretti, nel percorso alcuni dei giovani del corteo tirava calci e pugni contro motorini e macchine lungo la strada. LO ZIO: «ROVINATE TUTTO» – Tra loro, c’era anche lo zio di Abdoul che aveva cercato di placare gli animi, gridando: «Non rovinate la nostra manifestazione». Presenti numerosi esponenti dei centri sociali come il Cantiere ed Eterotopia di Milano, Fornace di Rho, il Barattolo di Pavia, Telos di Saronno e Magazzini 47 di Brescia. (Corriere.it)


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