Persepolis: una vita tra occidente e Iran
26 marzo 2008 | Di Irene | Categoria: Altro
”Nessuno accetta la verità”. Già da quest’affermazione, pronunciata da una Marjane Satrapi bambina, si intuisce che Persepolis, il libro dell’autrice iraniana più acclamata del momento, è ben più di un semplice fumetto. E’ un’opera autobiografica che racconta la realtà della guerra in Iran, con le sue privazioni, le sue paure, i suoi fantasmi e le sue lotte rivoluzionarie contro il regime dei pasdaran, “gli uomini barbuti”, che controllano i costumi e i comportamenti dei cittadini, costringendo il Paese ad un clima di terrore.
Nei confronti del regime l’autrice svilupperà una rabbia destinata a trasformarsi in costante ribellione. Ma questa non è l’unica rivoluzione che Marjane è costretta ad affrontare, dovendo infatti scontrarsi con una realtà altrettanto complicata: la sua adolescenza, il cammino per diventare la donna ironica, forte e coraggiosa che sta dimostrando di essere. A causa della sua franchezza e della sua risposta pronta, qualità spesso scomode per la rigidità del regime in cui vive, e soprattutto per le continue tensioni presenti in Iran, i genitori, di mentalità progressista, la mandano a vivere in Austria, per garantirle un’adeguata istruzione e maturazione. L’incontro con la cultura occidentale viene descritto dall’autrice in modo sincero e disarmante, accompagnato dall’ironia che contrassegna tutto il fumetto, presentando le reali difficoltà di un’adolescente in bilico tra due culture; si avvicina infatti al punk, legge Marx e Sartre, ha le sue prime esperienze sessuali e sentimentali, ma il suo passato continua a rincorrerla. Di fronte ad un equilibrio così instabile, la crisi giunge inesorabile. “Ero un’ occidentale in Iran, un’iraniana in Occidente”, così Marjane descrive la sua depressione. Ha una crisi d’identità, ma è proprio attraversando la sofferenza, l’alienazione, che comincerà per lei la risalita. Tornata in Iran, supera infatti le selezioni per la Scuola di Arti Grafiche e conosce Reza, suo futuro sposo. La severa condotta morale e religiosa del suo Paese rientra prepotentemente nella sua vita, ma è proprio nell’opposizione all’ingiustizia quotidiana che Marjane, sostenuta dagli amici e ormai donna matura e consapevole, ritroverà la sua dignità e la sua identità.
Separatasi dal marito, la Satrapi si trasferirà poi in Francia. Attualmente vive a Parigi.
“Persepolis nasce come un fumetto per gli occidentali” dice la Satrapi; permette infatti, attraverso uno spaccato di vita, di comprendere una realtà da noi spesso poco accettata e condivisa, la dura lotta della donna per l’affermazione della propria femminilità, ma anche semplicemente gli ostacoli individuali per la formazione della propria personalità. Nel caso di Marjane, quella di una donna testarda, audace, ormai emancipata che, a testa alta, ha saputo spiegare, con l’immediatezza e la trasversalità del fumetto, argomenti difficili come la storia del regime iraniano.
Da Persepolis è stato anche tratto l’omonimo film d’animazione del regista francese Vincent Parannoud, realizzato in collaborazione con la stessa autrice. Il lungometraggio è prodotto interamente in bianco e nero e senza alcuna animazione digitale, recuperando il fascino dei cartoni d’annata. Le voci sono di Paola Cortellesi e di Sergio Castellitto.


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