Fermiamo i buoni
5 gennaio 2009 | Di Gabriele Adinolfi | Categoria: Esteri
Prima che uccidano tutti i bambini cattivi [...]
Prima che uccidano tutti i bambini cattivi [...]
La preannunciata campagna per Beslan parte.
Essa persegue i seguenti obiettivi: [...]

Vogliono il morto! Che a volerlo siano i “rivoluzionari” frustrati dalla perdita di ogni consenso e addestrati dai loro seminari politici all’eliminazione degli avversari è quasi normale. Non è normale, non è usuale, non è ammissibile, non accadeva neppure negli Anni Settanta, quello che alcuni fiancheggiatori, protettori e complici dei frustrati dei Centri Sociali e di Rifondazione stanno oggi facendo.
Non è accettabile che escano articoli compiacenti con i facinorosi, gli aggressori, i mazzieri stipendiati dai partiti, che alcune testate nazionali (Corriere della sera, Repubblica) hanno pubblicato. Non è immaginabile che si lascino esporre all’università liste di proscrizione con nomi e foto degli obiettivi da colpire, com’è accaduto lunedì mattina. [...]
La Russa, la Repubblica Sociale, le reazioni dei sacerdoti ideologici e lo stato di salute di questa nazione.
“Farei torto alla mia coscienza se non ricordassi (insieme ai caduti nella difesa della Patria, ndr) che altri militari in divisa, come quelli della Rsi, soggettivamente dal loro punto di vista combatterono credendo nella difesa della Patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli angloamericani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d’Italia”. Così il ministro [...]
La guerra in Ossezia del Sud; i coinvolgimenti mondiali; le cause; la posta
La guerra che vede contrapposte Russia e Georgia in Ossezia del Sud può anche degenerare. Lo può perché sono in gioco gli interessi strategici di Russia e buona parte d’Europa da un lato, di Usa e Israele dall’altro. Lo può perché la crisi internazionale è tale che una possibile via d’uscita, almeno da parte americana, può essere individuata proprio in un conflitto mondiale. [...]
Che la classe politica abbia il coraggio minimo: si rifiutino le estradizioni di Bragaglia e Petrella!
I più giovani non possono proprio capire. Per loro, che quegli anni non li hanno vissuti, Brigatisti e Nar sono delinquenti o eroi in modo alterno. Le Br sono un modello guerriero per la sinistra e i Nar dei banditi. A destra estrema i Nar sono persone di valore e le Br degli aguzzini. Anche a sinistra e a destra, per la verità sono sempre di più quelli che i militanti di tre decenni fa considerano allucinati o tutt’al più travolti da cose più grandi di loro; persone verso le quali si sentono moderatamente, davvero moderatamente, comprensivi. [...]