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	<title>Commenti per Messina News</title>
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	<description>Informazioni, notizie, eventi dai Messinesi liberi</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Sep 2010 16:27:56 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Carramba che efficienza di Karin Buccagna</title>
		<link>http://www.messinanews.com/focus/carramba-che-efficienza/comment-page-1/#comment-913</link>
		<dc:creator>Karin Buccagna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:27:56 +0000</pubDate>
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		<description>Più severi ancora? Penso proprio di no. Dovrebbero aumentare i controlli, ma le sanzioni sono al di là di ogni ragionevolezza. Se continuamo di questo passo, conviene uccidere il poliziotto che ti ferma anziché fare il palloncino....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più severi ancora? Penso proprio di no. Dovrebbero aumentare i controlli, ma le sanzioni sono al di là di ogni ragionevolezza. Se continuamo di questo passo, conviene uccidere il poliziotto che ti ferma anziché fare il palloncino&#8230;.</p>
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		<title>Commenti su Uccelli di rovo di eliseo 43@libero.it</title>
		<link>http://www.messinanews.com/focus/uccelli-di-rovo/comment-page-1/#comment-912</link>
		<dc:creator>eliseo 43@libero.it</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 15:01:22 +0000</pubDate>
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		<description>scherza coi fanti e lascia stare i santi ovverosia si può
fare pubblicità senza  andare sul &quot;pruriginoso&quot; bisogna rispettare
il pensiero religioso ve lo dice chi ha scitto   &quot;sentimento religioso e spirito santo
il libro secondo solo alla bibbia entrambi si prefiggono la santità redentrice
                                                    ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>scherza coi fanti e lascia stare i santi ovverosia si può<br />
fare pubblicità senza  andare sul &#8220;pruriginoso&#8221; bisogna rispettare<br />
il pensiero religioso ve lo dice chi ha scitto   &#8220;sentimento religioso e spirito santo<br />
il libro secondo solo alla bibbia entrambi si prefiggono la santità redentrice<br />
                                                    ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Carramba che efficienza di Luisa Bulla</title>
		<link>http://www.messinanews.com/focus/carramba-che-efficienza/comment-page-1/#comment-911</link>
		<dc:creator>Luisa Bulla</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 19:14:23 +0000</pubDate>
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		<description>In Italia si dovrebbe essere più severi, perchè la gente in macchina non si rende conto neanche di cosa fanno, non rispettano gli stop si incavolano quando gli riprendi perchè non ti danno la precedenza e non prestano neanche soccorso se investono qualcuno, la bici già è un po meno pericolosa però bisogna stare attenti comunque. Io quando esco se trovo qualcuno che mi agevola il passaggio quando attraverso anche sulle strisce pedonali lo ringrazio perchè sono diventate rare anche quelle persone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia si dovrebbe essere più severi, perchè la gente in macchina non si rende conto neanche di cosa fanno, non rispettano gli stop si incavolano quando gli riprendi perchè non ti danno la precedenza e non prestano neanche soccorso se investono qualcuno, la bici già è un po meno pericolosa però bisogna stare attenti comunque. Io quando esco se trovo qualcuno che mi agevola il passaggio quando attraverso anche sulle strisce pedonali lo ringrazio perchè sono diventate rare anche quelle persone.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di IL PICCOLO</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-909</link>
		<dc:creator>IL PICCOLO</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:58:25 +0000</pubDate>
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		<description>«Nessuna pacificazione per il concerto di Muti»

il Piccolo — 19 luglio 2010   pagina 10   sezione: TRIESTE 

«Le cerimonie dei tre presidenti, svoltesi all’ex Hotel Balkan e al monumento all’Esodo, non hanno costituito un atto di pacificazione ed è patetico che si continui a indicarlo come tale». Questo il commento del presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, in calce alle manifestazioni di martedì. Dopo aver rimarcato “la totale assenza di gente”, Lacota ha affermato che “si sarebbe invece registrata una massiccia presenza di esuli in un luogo diverso, cioè alla Foiba di Basovizza. Tutto questo – ha aggiunto - è stato un chiaro segnale del rigetto di una simile cerimonia da parte dei triestini e degli esuli istriani, contrariamente a quanto evidenziato dal presidente della Federazione delle associazioni degli esuli, Renzo Codarin, e di quello dell’Anvgd, Lucio Toth».. L’Unione degli Istriani, in un comunicato, si rammarica come “la causa della magra accoglienza riservata da Trieste al Presidente Napolitano sia riconducibile a proposte nate da esponenti nominati nel panorama associativo della diaspora giuliano-dalmata». Il presidente dell’Unione ha poi annunciato che, a breve, “saranno resi noti i risultati di un sondaggio che sconfessano quelli fuorvianti presentati da Anvgd e dal Cdm».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>«Nessuna pacificazione per il concerto di Muti»</p>
<p>il Piccolo — 19 luglio 2010   pagina 10   sezione: TRIESTE </p>
<p>«Le cerimonie dei tre presidenti, svoltesi all’ex Hotel Balkan e al monumento all’Esodo, non hanno costituito un atto di pacificazione ed è patetico che si continui a indicarlo come tale». Questo il commento del presidente dell’Unione degli istriani, Massimiliano Lacota, in calce alle manifestazioni di martedì. Dopo aver rimarcato “la totale assenza di gente”, Lacota ha affermato che “si sarebbe invece registrata una massiccia presenza di esuli in un luogo diverso, cioè alla Foiba di Basovizza. Tutto questo – ha aggiunto &#8211; è stato un chiaro segnale del rigetto di una simile cerimonia da parte dei triestini e degli esuli istriani, contrariamente a quanto evidenziato dal presidente della Federazione delle associazioni degli esuli, Renzo Codarin, e di quello dell’Anvgd, Lucio Toth».. L’Unione degli Istriani, in un comunicato, si rammarica come “la causa della magra accoglienza riservata da Trieste al Presidente Napolitano sia riconducibile a proposte nate da esponenti nominati nel panorama associativo della diaspora giuliano-dalmata». Il presidente dell’Unione ha poi annunciato che, a breve, “saranno resi noti i risultati di un sondaggio che sconfessano quelli fuorvianti presentati da Anvgd e dal Cdm».</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il fascino della divisa di giulianarasman</title>
		<link>http://www.messinanews.com/focus/il-fascino-della-divisa/comment-page-1/#comment-907</link>
		<dc:creator>giulianarasman</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 10:06:04 +0000</pubDate>
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		<description>Trieste:Licenza per assassinare? Dieci uomini in uniforme  stroncano la vita di un invalido militare.           Riccardo Rasman.   I suoi genitori vivevano in una cittadina vicino a Trieste . La guerra ha cambiato i confini e loro si sono trovati in uno stato totalitario comunista . Allora fecero una scelta come molti altri Italiani :abbandonarono tutto quello che avevano per venire a vivere nel loro paese ,I&#039;Italia . Riccardo fu allevato a Trieste .Sano ,laborioso ,allegro ,affettuoso,come i suoi genitori e sua sorella.   Durante il servizio militare in Aeronautica gli si sviluppo&#039; un grave scompenso mentale in conseguenza di gravi atti di nonnismo subiti fisicamente psicologicamente. Lo stato riconobbe la grave condizione e di conseguenza  gli assegno&#039;una pensione di invalidità in relazione al suo servizio militare . Per una persona che soffre di disturbi mentali a Treste la vita è molto più difficile che in qualsiasi altro posto .  Trieste è la città dove l&#039;ospedale psichiatrico è stato distrutto senza creare alternative,condannando il malato alla strada ,alla prigione ,alla morte .  [...]  http://riccardorasman.altervista.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trieste:Licenza per assassinare? Dieci uomini in uniforme  stroncano la vita di un invalido militare.           Riccardo Rasman.   I suoi genitori vivevano in una cittadina vicino a Trieste . La guerra ha cambiato i confini e loro si sono trovati in uno stato totalitario comunista . Allora fecero una scelta come molti altri Italiani :abbandonarono tutto quello che avevano per venire a vivere nel loro paese ,I&#8217;Italia . Riccardo fu allevato a Trieste .Sano ,laborioso ,allegro ,affettuoso,come i suoi genitori e sua sorella.   Durante il servizio militare in Aeronautica gli si sviluppo&#8217; un grave scompenso mentale in conseguenza di gravi atti di nonnismo subiti fisicamente psicologicamente. Lo stato riconobbe la grave condizione e di conseguenza  gli assegno&#8217;una pensione di invalidità in relazione al suo servizio militare . Per una persona che soffre di disturbi mentali a Treste la vita è molto più difficile che in qualsiasi altro posto .  Trieste è la città dove l&#8217;ospedale psichiatrico è stato distrutto senza creare alternative,condannando il malato alla strada ,alla prigione ,alla morte .  [...]  <a href="http://riccardorasman.altervista.com/" rel="nofollow">http://riccardorasman.altervista.com/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di http://ladestrafederazioneditrieste.blogspot.com/2010/07/vergogna.html</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-904</link>
		<dc:creator>http://ladestrafederazioneditrieste.blogspot.com/2010/07/vergogna.html</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 13:09:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-904</guid>
		<description>CONCERTO DELL&#039;AMICIZIA DI MUTI A TRIESTE 

 http://ladestrafederazioneditrieste.blogspot.com/2010/07/vergogna.html


VERGOGNA:

 Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia saranno a Trieste il prossimo 13 
luglio al Concerto &#039;&#039;Vie dell&#039;Amicizia&#039;&#039; di Riccardo Muti.
Lo ha reso noto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza,aggiungendo che &#039;&#039;e&#039; 
il coronamento di nove anni di lavoro perla pacificazione. Sara&#039; un momento 
storico per la citta&#039; diTrieste e per tutti noi un&#039;emozione straordinaria. 
Sara&#039; un evento dirompente&#039;&#039;. L&#039;evento sara&#039; preceduto da cerimonie di 
ricordo nell&#039;edificio dell&#039;ex Narodni Dom e dinanzi al monumento all&#039;Esodo. 
(ANSA)

Tanto per chiarire a chi non sapesse, il Narodni Dom significa Casa del 
Popolo ed era sede di diverse organizzazioni irredentiste slave che già 
allora (1920) anelavano ad impadronirsi dell&#039; Istria e della Dalmazia.
In seguito all&#039;uccisione di Tommaso Gulli e di Aldo Rossi a Spalato ad opera 
di elementi slavi, a Trieste si svolsero manifestazioni di protesta anche 
davanti alla Narodni Dom, che era protetta dal Regio Esercito; dalle 
finestre della stessa spararono sulla folla e rimase ucciso un tenente dell&#039; 
Esercito fatti che scatenarono la reazione della popolazione a seguito della 
quale un deposito illegale di esplosivi e munizioni nascosto all&#039;interno 
della Narodni Dom saltò in aria provocando un incendio che causò vittime fra 
coloro che erano barricati all&#039;interno.
Equiparare costoro (che oggi sarebbero definiti a ragione terroristi) 
deponendo una corona d&#039;alloro sul luogo, alle centinaia di migliaia di esuli 
e profughi dall&#039;Istria da Fiume e dalla Dalmazia che alla fine della seconda 
guerra mondiale furono costretti a lasciare le loro case e tutti i loro 
averi per sottrarsi alla pulizia etnica scatenata contro di loro dalla 
Yugoslavia di Tito, ripeto è assolutamente vergognoso!!!!
Tenendo anche conto che, ipocritamente, i tre &quot;presidenti&quot; (virgolette e 
minuscole sono volute) deporranno una corona di alloro davanti ad una 
&quot;targhetta&quot; che ricorda l&#039;Esodo, essendosi i due presidenti &quot;slavi&quot; 
rifiutati di deporre una corona alla Foiba di Basovizza, Monumento nazionale 
che ricorda gli oltre 12.000 infoibati a fine guerra dai miliziani titini 
durante i quaranta giorni dell&#039;occupazione yugoslava di Trieste.
Altro che evento dirompente e pacificazione. Si vergogni il sindaco di 
centrodestra di Trieste ad usare queste parole!!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CONCERTO DELL&#8217;AMICIZIA DI MUTI A TRIESTE </p>
<p> <a href="http://ladestrafederazioneditrieste.blogspot.com/2010/07/vergogna.html" rel="nofollow">http://ladestrafederazioneditrieste.blogspot.com/2010/07/vergogna.html</a></p>
<p>VERGOGNA:</p>
<p> Presidenti di Italia, Slovenia e Croazia saranno a Trieste il prossimo 13<br />
luglio al Concerto &#8221;Vie dell&#8217;Amicizia&#8221; di Riccardo Muti.<br />
Lo ha reso noto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza,aggiungendo che &#8221;e&#8217;<br />
il coronamento di nove anni di lavoro perla pacificazione. Sara&#8217; un momento<br />
storico per la citta&#8217; diTrieste e per tutti noi un&#8217;emozione straordinaria.<br />
Sara&#8217; un evento dirompente&#8221;. L&#8217;evento sara&#8217; preceduto da cerimonie di<br />
ricordo nell&#8217;edificio dell&#8217;ex Narodni Dom e dinanzi al monumento all&#8217;Esodo.<br />
(ANSA)</p>
<p>Tanto per chiarire a chi non sapesse, il Narodni Dom significa Casa del<br />
Popolo ed era sede di diverse organizzazioni irredentiste slave che già<br />
allora (1920) anelavano ad impadronirsi dell&#8217; Istria e della Dalmazia.<br />
In seguito all&#8217;uccisione di Tommaso Gulli e di Aldo Rossi a Spalato ad opera<br />
di elementi slavi, a Trieste si svolsero manifestazioni di protesta anche<br />
davanti alla Narodni Dom, che era protetta dal Regio Esercito; dalle<br />
finestre della stessa spararono sulla folla e rimase ucciso un tenente dell&#8217;<br />
Esercito fatti che scatenarono la reazione della popolazione a seguito della<br />
quale un deposito illegale di esplosivi e munizioni nascosto all&#8217;interno<br />
della Narodni Dom saltò in aria provocando un incendio che causò vittime fra<br />
coloro che erano barricati all&#8217;interno.<br />
Equiparare costoro (che oggi sarebbero definiti a ragione terroristi)<br />
deponendo una corona d&#8217;alloro sul luogo, alle centinaia di migliaia di esuli<br />
e profughi dall&#8217;Istria da Fiume e dalla Dalmazia che alla fine della seconda<br />
guerra mondiale furono costretti a lasciare le loro case e tutti i loro<br />
averi per sottrarsi alla pulizia etnica scatenata contro di loro dalla<br />
Yugoslavia di Tito, ripeto è assolutamente vergognoso!!!!<br />
Tenendo anche conto che, ipocritamente, i tre &#8220;presidenti&#8221; (virgolette e<br />
minuscole sono volute) deporranno una corona di alloro davanti ad una<br />
&#8220;targhetta&#8221; che ricorda l&#8217;Esodo, essendosi i due presidenti &#8220;slavi&#8221;<br />
rifiutati di deporre una corona alla Foiba di Basovizza, Monumento nazionale<br />
che ricorda gli oltre 12.000 infoibati a fine guerra dai miliziani titini<br />
durante i quaranta giorni dell&#8217;occupazione yugoslava di Trieste.<br />
Altro che evento dirompente e pacificazione. Si vergogni il sindaco di<br />
centrodestra di Trieste ad usare queste parole!!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Esuli</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-903</link>
		<dc:creator>Esuli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 22:10:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-903</guid>
		<description>Concerto di Muti a  Trieste -  Un concerto stonato
Il Maestro Riccardo Muti è un grande Direttore d’orchestra ed un Uomo di cultura sensibile ai valori universali dell’arte e della collaborazione internazionale a tutto campo. In questa ottica si deve leggere la sua decisione di dedicare una serata di grande musica alla città di Trieste nella suggestiva cornice di Piazza dell’Unità, e di portare un contributo all’amicizia, anche in chiave europea, chiamando al proscenio orchestrali italiani, croati e sloveni.

La manifestazione, programmata per il 13 luglio, ha finito per essere oggetto di strumentalizzazioni politiche fuori luogo: certamente, l’ultima cosa che il Maestro Muti e gli ambienti culturalmente impegnati avrebbero auspicato. Qualcuno ha avuto la bella pensata di coinvolgere il Presidente Napolitano ed i suoi omologhi croato e sloveno, Josipovic e Turk, in modo da far coincidere l’incontro con un “abbraccio di riconciliazione” del quale si parla da tempo, sebbene i tre Paesi siano già animati, ormai da parecchi decenni, da rapporti di feconda collaborazione, culminati nel riconoscimento dell’indipendenza di Lubiana e Zagabria da parte italiana, senza contropartite di sorta, e nell’avallo di Roma al loro percorso europeo. L’abbraccio, quindi, è immotivato.

Spiace che alla fine la cosa sia sfuggita di mano a chi avrebbe avuto il dovere di governarla con la normale diligenza del buon padre di famiglia e che il concerto di Muti abbia “steccato” ancor prima di cominciare, grazie ad una disputa a dir poco surreale sulle manifestazioni “collaterali” ed in particolare sugli omaggi che i tre Presidenti avrebbero dovuto offrire a luoghi storici, scelti quali simboli di antichi confronti e di più recenti dolori.

E’ stato detto tutto ed il contrario di tutto: si è parlato di andare a Basovizza come alla Risiera, ed alla fine si è stabilito di deporre le corone di rito alla lapide dell’Hotel Balkan che ricorda l’incendio del 1920, ed al cosiddetto monumento all’Esodo giuliano e dalmata, inaugurato pochi anni or sono davanti alla Stazione centrale. Inutilmente, il Sottosegretario Menia, sebbene sia un autorevole esponente triestino del Governo italiano, ha evidenziato l’opportunità di recarsi a Basovizza, che se non altro è una grande tomba in cui si richiama alla memoria comune la tragica storia delle Foibe; inutilmente, il Presidente Onorario della Lista per Trieste, Gambassini, ha scritto al Presidente della Repubblica facendo appello all’opportunità di evitare antistoriche provocazioni; inutilmente, si è cercato di ricordare, da parte di talune Organizzazioni, che i fatti del Balkan ebbero origine dal sacrificio di Gulli e Rossi a Spalato e dalle contestuali vicende triestine che provocarono ulteriori Vittime italiane.

Sarebbe stato meglio accantonare polemiche pretestuose ed agire per opportune vie diplomatiche in modo da “governare” attese di parte altrui che strada facendo sono diventate vere e proprie “pretese”, ma tant’è: alla fine, si raccoglie quello che si merita, a costo di svilire la grande cultura nella bassa politica.

C’è di più e di peggio. La vicenda, infatti, ha dimostrato che il mondo degli Esuli conta meno del due di picche, pur avendo grandi istanze ideali da promuovere ed importanti interessi legittimi da tutelare, perché è sempre più diviso, iterando la triste immagine dei capponi di Renzo. Non a caso,  la proposta compromissoria di omaggiare il Balkan ed il “monumentino” innanzi la Stazione è partita proprio da un’Organizzazione giuliano-dalmata, in spregio totale delle tesi altrui: ora, anche i tre Presidenti sanno ufficialmente che gli Esuli sono capaci solo di baruffare e che le loro attese possono essere gettate alle ortiche senza alcun problema.

Appena sei anni or sono, il 10 febbraio era stato proclamato “Giorno del Ricordo” dell’Esodo e delle Foibe. Alla luce di queste vicissitudini, sarebbe il caso di modificarne la denominazione, peraltro riduttiva, e sublimarlo in un triste “de profundis”. Purtroppo, non c’è il Comandante capace di promuovere e realizzare una grande e vera “riconciliazione” come quella che chiuse il Natale di Sangue nel celebre “Alalà funebre” di Cosala. Ed i capponi di Renzo, come quelli di manzoniana memoria, continueranno a beccarsi nell’attesa di finire in pentola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concerto di Muti a  Trieste &#8211;  Un concerto stonato<br />
Il Maestro Riccardo Muti è un grande Direttore d’orchestra ed un Uomo di cultura sensibile ai valori universali dell’arte e della collaborazione internazionale a tutto campo. In questa ottica si deve leggere la sua decisione di dedicare una serata di grande musica alla città di Trieste nella suggestiva cornice di Piazza dell’Unità, e di portare un contributo all’amicizia, anche in chiave europea, chiamando al proscenio orchestrali italiani, croati e sloveni.</p>
<p>La manifestazione, programmata per il 13 luglio, ha finito per essere oggetto di strumentalizzazioni politiche fuori luogo: certamente, l’ultima cosa che il Maestro Muti e gli ambienti culturalmente impegnati avrebbero auspicato. Qualcuno ha avuto la bella pensata di coinvolgere il Presidente Napolitano ed i suoi omologhi croato e sloveno, Josipovic e Turk, in modo da far coincidere l’incontro con un “abbraccio di riconciliazione” del quale si parla da tempo, sebbene i tre Paesi siano già animati, ormai da parecchi decenni, da rapporti di feconda collaborazione, culminati nel riconoscimento dell’indipendenza di Lubiana e Zagabria da parte italiana, senza contropartite di sorta, e nell’avallo di Roma al loro percorso europeo. L’abbraccio, quindi, è immotivato.</p>
<p>Spiace che alla fine la cosa sia sfuggita di mano a chi avrebbe avuto il dovere di governarla con la normale diligenza del buon padre di famiglia e che il concerto di Muti abbia “steccato” ancor prima di cominciare, grazie ad una disputa a dir poco surreale sulle manifestazioni “collaterali” ed in particolare sugli omaggi che i tre Presidenti avrebbero dovuto offrire a luoghi storici, scelti quali simboli di antichi confronti e di più recenti dolori.</p>
<p>E’ stato detto tutto ed il contrario di tutto: si è parlato di andare a Basovizza come alla Risiera, ed alla fine si è stabilito di deporre le corone di rito alla lapide dell’Hotel Balkan che ricorda l’incendio del 1920, ed al cosiddetto monumento all’Esodo giuliano e dalmata, inaugurato pochi anni or sono davanti alla Stazione centrale. Inutilmente, il Sottosegretario Menia, sebbene sia un autorevole esponente triestino del Governo italiano, ha evidenziato l’opportunità di recarsi a Basovizza, che se non altro è una grande tomba in cui si richiama alla memoria comune la tragica storia delle Foibe; inutilmente, il Presidente Onorario della Lista per Trieste, Gambassini, ha scritto al Presidente della Repubblica facendo appello all’opportunità di evitare antistoriche provocazioni; inutilmente, si è cercato di ricordare, da parte di talune Organizzazioni, che i fatti del Balkan ebbero origine dal sacrificio di Gulli e Rossi a Spalato e dalle contestuali vicende triestine che provocarono ulteriori Vittime italiane.</p>
<p>Sarebbe stato meglio accantonare polemiche pretestuose ed agire per opportune vie diplomatiche in modo da “governare” attese di parte altrui che strada facendo sono diventate vere e proprie “pretese”, ma tant’è: alla fine, si raccoglie quello che si merita, a costo di svilire la grande cultura nella bassa politica.</p>
<p>C’è di più e di peggio. La vicenda, infatti, ha dimostrato che il mondo degli Esuli conta meno del due di picche, pur avendo grandi istanze ideali da promuovere ed importanti interessi legittimi da tutelare, perché è sempre più diviso, iterando la triste immagine dei capponi di Renzo. Non a caso,  la proposta compromissoria di omaggiare il Balkan ed il “monumentino” innanzi la Stazione è partita proprio da un’Organizzazione giuliano-dalmata, in spregio totale delle tesi altrui: ora, anche i tre Presidenti sanno ufficialmente che gli Esuli sono capaci solo di baruffare e che le loro attese possono essere gettate alle ortiche senza alcun problema.</p>
<p>Appena sei anni or sono, il 10 febbraio era stato proclamato “Giorno del Ricordo” dell’Esodo e delle Foibe. Alla luce di queste vicissitudini, sarebbe il caso di modificarne la denominazione, peraltro riduttiva, e sublimarlo in un triste “de profundis”. Purtroppo, non c’è il Comandante capace di promuovere e realizzare una grande e vera “riconciliazione” come quella che chiuse il Natale di Sangue nel celebre “Alalà funebre” di Cosala. Ed i capponi di Renzo, come quelli di manzoniana memoria, continueranno a beccarsi nell’attesa di finire in pentola.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di http://www.laboratorioarea27.org/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=33&#38;Itemid=59</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-902</link>
		<dc:creator>http://www.laboratorioarea27.org/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=33&#38;Itemid=59</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 11:57:04 +0000</pubDate>
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		<description>MARIA PASQUINELLI - UN&#039; INSEGNANTE MODELLO 

Maria Pasquinelli, insegnante di Pola, fiorentina di nascita, uccise con tre colpi di pistola il Brigadiere Generale inglese Robert W. De Winton, comandante la guarnigione &quot;alleata&quot; di Trieste. Era il 10 febbraio 1947 giorno della firma del diktat impostoci dai vincitori, con il quale veniva ratificata la cessione dei nostri territori orientali agli slavi e di Briga e Tenda alla Francia.

Maria Pasquinelli, italiana di purissimi ideali,, non sopportò l&#039;oltraggio, e per protesta contro l&#039;iniquo trattato interpretò i sentimenti di buona parte degli italiani, facendosi carico in prima persona dell&#039;ingrata missione di colpire, nel loro rappresentante, i governi responsabili di tanta ingiustizia.
Ingiustizia che avallò e consentì il protrarsi dell&#039;infame genocidio in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia.Terre che 350 mila italiani furono costretti a lasciare , abbandonando le loro case e i loro averi, per sottrarsi alla stessa crudele morte che già aveva colpito a migliaia i loro corregionali vilmente gettati, dopo aver subito inenarrabili sevizie, nelle cavità carsiche dagli aguzzini slavo-comunisti.Complici i comunisti nostrani traditori e Caini dei loro fratelli.

Maria Pasquinelli, una mite insegnate elementare, con quella decisione, sicuramente frutto di un interiore travaglio, fece propri ed interpretò i sentimenti di milioni di italiani.Non ebbimo allora, e non abbiamo oggi, alcun timore nel considerarci solidali ed idealmente corresponsabili del gesto col quale Essa ha voluto rivendicare l&#039;ingiustizia patita ed i lutti sofferti da centinaia di migliaia di italiani.

Maria Pasquinelli resterà sempre e comunque il simbolo della ribellione di un popolo, che non avendo altre possibilità di manifestarsi, ha giocoforza dovuto esprimersi con un gesto, se pur cruento, altamente significativo, per urlare al mondo la nostra impotenza e tutta la nostra amarezza per la mutilazione del nostro suolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MARIA PASQUINELLI &#8211; UN&#8217; INSEGNANTE MODELLO </p>
<p>Maria Pasquinelli, insegnante di Pola, fiorentina di nascita, uccise con tre colpi di pistola il Brigadiere Generale inglese Robert W. De Winton, comandante la guarnigione &#8220;alleata&#8221; di Trieste. Era il 10 febbraio 1947 giorno della firma del diktat impostoci dai vincitori, con il quale veniva ratificata la cessione dei nostri territori orientali agli slavi e di Briga e Tenda alla Francia.</p>
<p>Maria Pasquinelli, italiana di purissimi ideali,, non sopportò l&#8217;oltraggio, e per protesta contro l&#8217;iniquo trattato interpretò i sentimenti di buona parte degli italiani, facendosi carico in prima persona dell&#8217;ingrata missione di colpire, nel loro rappresentante, i governi responsabili di tanta ingiustizia.<br />
Ingiustizia che avallò e consentì il protrarsi dell&#8217;infame genocidio in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia.Terre che 350 mila italiani furono costretti a lasciare , abbandonando le loro case e i loro averi, per sottrarsi alla stessa crudele morte che già aveva colpito a migliaia i loro corregionali vilmente gettati, dopo aver subito inenarrabili sevizie, nelle cavità carsiche dagli aguzzini slavo-comunisti.Complici i comunisti nostrani traditori e Caini dei loro fratelli.</p>
<p>Maria Pasquinelli, una mite insegnate elementare, con quella decisione, sicuramente frutto di un interiore travaglio, fece propri ed interpretò i sentimenti di milioni di italiani.Non ebbimo allora, e non abbiamo oggi, alcun timore nel considerarci solidali ed idealmente corresponsabili del gesto col quale Essa ha voluto rivendicare l&#8217;ingiustizia patita ed i lutti sofferti da centinaia di migliaia di italiani.</p>
<p>Maria Pasquinelli resterà sempre e comunque il simbolo della ribellione di un popolo, che non avendo altre possibilità di manifestarsi, ha giocoforza dovuto esprimersi con un gesto, se pur cruento, altamente significativo, per urlare al mondo la nostra impotenza e tutta la nostra amarezza per la mutilazione del nostro suolo.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Amici di Maria colpevoli di averla abbandonata</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-901</link>
		<dc:creator>Amici di Maria colpevoli di averla abbandonata</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 11:11:40 +0000</pubDate>
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		<description>MARIA PASQUINELLI, intervistata da un giornalista all’uscita dal carcere di Firenze il 22 settembre 1964 ha risposto disgustata: non desidero parlare con nessuno e rilasciare alcuna dichiarazione. Mi hanno dimenticato e voglio essere dimenticata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MARIA PASQUINELLI, intervistata da un giornalista all’uscita dal carcere di Firenze il 22 settembre 1964 ha risposto disgustata: non desidero parlare con nessuno e rilasciare alcuna dichiarazione. Mi hanno dimenticato e voglio essere dimenticata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di PROCESSO DI MARIA PASQUINELLI</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-899</link>
		<dc:creator>PROCESSO DI MARIA PASQUINELLI</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 12:12:34 +0000</pubDate>
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		<description>PROCESSO DI MARIA PASQUINELLI
Il Dramma della Venezia Giulia
Del Bianco editore – Udine 1947
Interrogatorio
di Maria Pasquinelli


Per iniziativa di un gruppo di donne istriane, è stato pubblicato il resoconto stenografico raccolto in udienza delle dichiarazioni rese da Maria Pasquinelli al suo processo innanzi la Corte Militare Alleata, e dell’arringa pronunciata dal suo difensore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>PROCESSO DI MARIA PASQUINELLI<br />
Il Dramma della Venezia Giulia<br />
Del Bianco editore – Udine 1947<br />
Interrogatorio<br />
di Maria Pasquinelli</p>
<p>Per iniziativa di un gruppo di donne istriane, è stato pubblicato il resoconto stenografico raccolto in udienza delle dichiarazioni rese da Maria Pasquinelli al suo processo innanzi la Corte Militare Alleata, e dell’arringa pronunciata dal suo difensore.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di http://www.istitutonastroazzurro.org/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-898</link>
		<dc:creator>http://www.istitutonastroazzurro.org/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:28:07 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.istitutonastroazzurro.org
/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.istitutonastroazzurro.org" rel="nofollow">http://www.istitutonastroazzurro.org</a><br />
/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di http://www.istitutonastroazzurro.org/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-897</link>
		<dc:creator>http://www.istitutonastroazzurro.org/documents/21/gennaiofebbraio2009.pdf</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 13:27:21 +0000</pubDate>
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		<description>Pola 10 febbraio 1947: una gelida bora spazza le strade della città; le luci dei bar sono spente, le saracinesche dei negozi abbassate, gruppi di persone si affannano imprecando intorno a carri e carretti, carichi di masserizie. È una giornata non soltanto alquanto fredda ma anche infaustamente impegnativa: in quelle stesse ore, a Parigi, i rappresentanti del Governo italiano firmeranno il Trattato di pace, che strappa all’Italia l’Istria, le isole adriatiche e l’enclave di Pola. Quest’ultima è protetta da una guarnigione britannica, comandata dal brigadiere generale Robert W. De Winton, al quale tocca il compito di procedere al più delicato degli adempimenti previsti dal patto: la consegna alle autorità militari jugoslave. Per circa venti mesi la 13a Brigata di fortezza ha protetto gli abitanti, cullandola, con la sua presenza, nell’illusione di sfuggire all’amaro destino subito da altri italiani della regione. Ciò che ieri era sembrato un sogno, oggi è diventata una triste realtà: i polesani si sentono abbandonati e traditi dai loro protettori. Il Comando militare titino ha chiesto che il passaggio dei poteri sulla città di Pola avvenga in concomitanza della firma del Trattato di Pace. Pertanto la guarnigione britannica è schierata davanti alla sede del Comando e attende il suo generale. Appena giunto, De Winton è invitato a passarla in rassegna. La cerimonia si svolge sotto la pioggia sferzante e davanti a pochi curiosi che levano fremiti di furore, mormorii di disapprovazione e d’ira. Il generale sta avvicinandosi al reparto schierato allorché, dalla piccola folla presente, esce una giovane donna che si dirige verso l’alto ufficiale, estrae dalla borsetta una pistola ed esplode quattro colpi senza pronunciare una parola. Tre proiettili raggiungono al cuore il generale che immediatamente perde la vita; un quarto ferisce un soldato che ha cercato di proteggere il suo comandante.
Compiuto il delitto, la giovane rimane immobile, quasi fosse in trance, lasciandosi catturare dai soldati, che si sono gettati sopra di lei, senza opporre resistenza. Le Autorità alleate, considerata la delicatezza dell’evento,
mantengono il riserbo sull’incredibile fatto, ma non della stessa opinione sono i titini che fanno circolare le più balzane versioni: dall’isterismo al delitto passionale, alla provocazione fascista e così via, tante altre ciarle. Solo più tardi un breve scoop di Indro Montanelli, inviato del “Corriere della sera”, rivela la vera motivazione dell’attentato. Le guardie hanno trovato in tasca all’attentatrice un biglietto-confessione che dice: “Io mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentare i Quattro Grandi, i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di Giustizia, di Umanità e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre più sacre d’Italia, condannandole agli esperimenti di una “novella Danzica” o, con la più fredda consapevolezza che è correità, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente
italiana, di morte in foiba, di deportazione, di esilio”.
Animata da un fervente amor di patria, Maria Pasquinelli, questo il casato, aveva agito “da sola e di propria  iniziativa”, convinta del doloroso accordo stipulato a Parigi, edotta dell’influenza sovietica sulla Jugoslavia e consapevole delle azioni genocide sui territori da essa rivendicati, certa
che, per gli abitanti di Pola, si aprivano le porte dell’esodo.
Nata a Firenze, aveva vissuto a lungo a Bergamo, dove si era diplomata maestra elementare e, successivamente, laureata in pedagogia. Aveva, altresì, frequentato la “Scuola di mistica fascista” a Roma e, con la dichiarazione di guerra, si arruolò quale crocerossina volontaria, seguendo i nostri soldati in Africa Settentrionale. Ma, un bel giorno, constatata “l’insufficiente partecipazione al combattimento di chi l’aveva predicato”, nonché il basso morale “non illuminato da alcun ideale”, lasciò, nel novembre del 1941, l’Ospedale di El Abiar, si travestì da soldato, con la testa rapata, e i documenti falsi, raggiungendo la prima, linea. In seguito, scoperta, fu restituita ai suoi superiori, che ne disposero il rimpatrio.
Nel gennaio del 1942, Maria Pasquinelli chiese di essere inviata come docente in Dalmazia e insegnò l’italiano nelle scuole di Spalato ma, dopo l’8 settembre, la giovane insegnante dette tutta l’anima al recupero delle salme dei nostri soldati uccisi in Dalmazia e in Istria dagli slavi, oltre a documentare
le stragi di italiani infoibati. A Spalato scoprì una fossa comune, dove giacevano duecento militari della Divisione Bergamo e altri cittadini.
Domiciliatasi a Trieste, la Pasquinelli cercò di unire la Decima Mas e i partigiani della Franchi e della Osoppo con l’intento di salvaguardare l’italianità della regione. Per questa sua attività fu arrestata dai tedeschi e minacciata di deportazione. Ma, grazie all’intervento del Comandante Valerio Borghese fu restituita alla libertà. Appresa, inoltre, la notizia che i “Quattro Grandi” avevano abbandonato Pola e l’Istria “a un destino senza scampo”, per richiamare l’attenzione del mondo sul dramma degli italiani dell’Istria, uccise il Gen. De Winton. In realtà, l’attentato fece molto rumore, sollevò interrogativi e suggerì qualche autocritica.
Fatta eccezione della stampa comunista, che liquidò sbrigativamente, come un rigurgito fascista l’episodio, “i giornali di tutto il mondo mostrarono comprensione e simpatia per la giovane donna italiana” e, alquanto significativo è un dispaccio diffuso in quei giorni dall’Associated Press, la più
importante agenzia giornalistica americana. Il corrispondente di Pola, Michael Goldsmith, scriveva: “Molti sono i colpevoli.
I polesani italiani non trovano nessuno che comprende i loro sentimenti. Il Governo di Roma è assente, gli slavi sono apertamente nemici in attesa di entrare in città per occupare le loro case, gli Alleati freddi ed estremamente guardinghi. A questi, specie agli inglesi, gli abitanti di Pola imputano di non
aver mantenuto le promesse, di averli abbandonati”.
La Corte Militare Alleata di Trieste processò, due mesi dopo il triste evento, Maria Pasquinelli: “l’imputata si dichiarò colpevole e spiegò le ragioni che l’avevano indotta a compiere l’attentato”. Il 10 aprile fu pronunciata la sentenza che la condannava a morte Maria Pasquinelli l’accolse in silenzio, mentre il pubblico rumoreggiò e le donne scoppiarono in lacrime.
Il giorno seguente, Trieste fu inondata da una pioggia di manifesti tricolori, sui quali era scritto: “Dal pantano d’Italia è nato un fiore: Maria Pasquinelli”.
La pena capitale, in seguito, fu commutata in quella di ergastolo e la Pasquinelli fu trasferita al penitenziario di Perugia. Tornò in libertà nel 1964, non concesse mai interviste e cercò di farsi dimenticare vivendo a Bergamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pola 10 febbraio 1947: una gelida bora spazza le strade della città; le luci dei bar sono spente, le saracinesche dei negozi abbassate, gruppi di persone si affannano imprecando intorno a carri e carretti, carichi di masserizie. È una giornata non soltanto alquanto fredda ma anche infaustamente impegnativa: in quelle stesse ore, a Parigi, i rappresentanti del Governo italiano firmeranno il Trattato di pace, che strappa all’Italia l’Istria, le isole adriatiche e l’enclave di Pola. Quest’ultima è protetta da una guarnigione britannica, comandata dal brigadiere generale Robert W. De Winton, al quale tocca il compito di procedere al più delicato degli adempimenti previsti dal patto: la consegna alle autorità militari jugoslave. Per circa venti mesi la 13a Brigata di fortezza ha protetto gli abitanti, cullandola, con la sua presenza, nell’illusione di sfuggire all’amaro destino subito da altri italiani della regione. Ciò che ieri era sembrato un sogno, oggi è diventata una triste realtà: i polesani si sentono abbandonati e traditi dai loro protettori. Il Comando militare titino ha chiesto che il passaggio dei poteri sulla città di Pola avvenga in concomitanza della firma del Trattato di Pace. Pertanto la guarnigione britannica è schierata davanti alla sede del Comando e attende il suo generale. Appena giunto, De Winton è invitato a passarla in rassegna. La cerimonia si svolge sotto la pioggia sferzante e davanti a pochi curiosi che levano fremiti di furore, mormorii di disapprovazione e d’ira. Il generale sta avvicinandosi al reparto schierato allorché, dalla piccola folla presente, esce una giovane donna che si dirige verso l’alto ufficiale, estrae dalla borsetta una pistola ed esplode quattro colpi senza pronunciare una parola. Tre proiettili raggiungono al cuore il generale che immediatamente perde la vita; un quarto ferisce un soldato che ha cercato di proteggere il suo comandante.<br />
Compiuto il delitto, la giovane rimane immobile, quasi fosse in trance, lasciandosi catturare dai soldati, che si sono gettati sopra di lei, senza opporre resistenza. Le Autorità alleate, considerata la delicatezza dell’evento,<br />
mantengono il riserbo sull’incredibile fatto, ma non della stessa opinione sono i titini che fanno circolare le più balzane versioni: dall’isterismo al delitto passionale, alla provocazione fascista e così via, tante altre ciarle. Solo più tardi un breve scoop di Indro Montanelli, inviato del “Corriere della sera”, rivela la vera motivazione dell’attentato. Le guardie hanno trovato in tasca all’attentatrice un biglietto-confessione che dice: “Io mi ribello, col fermo proposito di colpire a morte chi ha la sventura di rappresentare i Quattro Grandi, i quali, alla Conferenza di Parigi, in oltraggio ai sensi di Giustizia, di Umanità e di saggezza politica, hanno deciso di strappare ancora una volta dal grembo materno le terre più sacre d’Italia, condannandole agli esperimenti di una “novella Danzica” o, con la più fredda consapevolezza che è correità, al giogo jugoslavo, sinonimo per la nostra gente indomabilmente<br />
italiana, di morte in foiba, di deportazione, di esilio”.<br />
Animata da un fervente amor di patria, Maria Pasquinelli, questo il casato, aveva agito “da sola e di propria  iniziativa”, convinta del doloroso accordo stipulato a Parigi, edotta dell’influenza sovietica sulla Jugoslavia e consapevole delle azioni genocide sui territori da essa rivendicati, certa<br />
che, per gli abitanti di Pola, si aprivano le porte dell’esodo.<br />
Nata a Firenze, aveva vissuto a lungo a Bergamo, dove si era diplomata maestra elementare e, successivamente, laureata in pedagogia. Aveva, altresì, frequentato la “Scuola di mistica fascista” a Roma e, con la dichiarazione di guerra, si arruolò quale crocerossina volontaria, seguendo i nostri soldati in Africa Settentrionale. Ma, un bel giorno, constatata “l’insufficiente partecipazione al combattimento di chi l’aveva predicato”, nonché il basso morale “non illuminato da alcun ideale”, lasciò, nel novembre del 1941, l’Ospedale di El Abiar, si travestì da soldato, con la testa rapata, e i documenti falsi, raggiungendo la prima, linea. In seguito, scoperta, fu restituita ai suoi superiori, che ne disposero il rimpatrio.<br />
Nel gennaio del 1942, Maria Pasquinelli chiese di essere inviata come docente in Dalmazia e insegnò l’italiano nelle scuole di Spalato ma, dopo l’8 settembre, la giovane insegnante dette tutta l’anima al recupero delle salme dei nostri soldati uccisi in Dalmazia e in Istria dagli slavi, oltre a documentare<br />
le stragi di italiani infoibati. A Spalato scoprì una fossa comune, dove giacevano duecento militari della Divisione Bergamo e altri cittadini.<br />
Domiciliatasi a Trieste, la Pasquinelli cercò di unire la Decima Mas e i partigiani della Franchi e della Osoppo con l’intento di salvaguardare l’italianità della regione. Per questa sua attività fu arrestata dai tedeschi e minacciata di deportazione. Ma, grazie all’intervento del Comandante Valerio Borghese fu restituita alla libertà. Appresa, inoltre, la notizia che i “Quattro Grandi” avevano abbandonato Pola e l’Istria “a un destino senza scampo”, per richiamare l’attenzione del mondo sul dramma degli italiani dell’Istria, uccise il Gen. De Winton. In realtà, l’attentato fece molto rumore, sollevò interrogativi e suggerì qualche autocritica.<br />
Fatta eccezione della stampa comunista, che liquidò sbrigativamente, come un rigurgito fascista l’episodio, “i giornali di tutto il mondo mostrarono comprensione e simpatia per la giovane donna italiana” e, alquanto significativo è un dispaccio diffuso in quei giorni dall’Associated Press, la più<br />
importante agenzia giornalistica americana. Il corrispondente di Pola, Michael Goldsmith, scriveva: “Molti sono i colpevoli.<br />
I polesani italiani non trovano nessuno che comprende i loro sentimenti. Il Governo di Roma è assente, gli slavi sono apertamente nemici in attesa di entrare in città per occupare le loro case, gli Alleati freddi ed estremamente guardinghi. A questi, specie agli inglesi, gli abitanti di Pola imputano di non<br />
aver mantenuto le promesse, di averli abbandonati”.<br />
La Corte Militare Alleata di Trieste processò, due mesi dopo il triste evento, Maria Pasquinelli: “l’imputata si dichiarò colpevole e spiegò le ragioni che l’avevano indotta a compiere l’attentato”. Il 10 aprile fu pronunciata la sentenza che la condannava a morte Maria Pasquinelli l’accolse in silenzio, mentre il pubblico rumoreggiò e le donne scoppiarono in lacrime.<br />
Il giorno seguente, Trieste fu inondata da una pioggia di manifesti tricolori, sui quali era scritto: “Dal pantano d’Italia è nato un fiore: Maria Pasquinelli”.<br />
La pena capitale, in seguito, fu commutata in quella di ergastolo e la Pasquinelli fu trasferita al penitenziario di Perugia. Tornò in libertà nel 1964, non concesse mai interviste e cercò di farsi dimenticare vivendo a Bergamo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Esuli</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-896</link>
		<dc:creator>Esuli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 08:40:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-896</guid>
		<description>MARIA PASQUINELLI IN WIKIPEDIA = NOTIZIE ERRATE

MARIA PASQUINELLI PATRIOTA E COMBATTENTE PER L&#039;ITALIANITA&#039;

I polesani (di Pola) che tanto hanno creduto e riposto fede nella Patria, sono al massimo della disperazione dopo la notizia del trattato * di pace. Improvvisamente, dalla folla assiepata in Via Carducci per la rassegna militare britannica, esce una giovane donna che estrae dalla borsetta una rivoltella e spara tre colpi, in rapida successione, contro il generale inglese Robin W. De Winton. I soldati britannici rimangono per un lungo momento sbigottiti e tardano a reagire: solo uno di loro si avvicina a Maria Pasquinelli, la disarma e l&#039;arresta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MARIA PASQUINELLI IN WIKIPEDIA = NOTIZIE ERRATE</p>
<p>MARIA PASQUINELLI PATRIOTA E COMBATTENTE PER L&#8217;ITALIANITA&#8217;</p>
<p>I polesani (di Pola) che tanto hanno creduto e riposto fede nella Patria, sono al massimo della disperazione dopo la notizia del trattato * di pace. Improvvisamente, dalla folla assiepata in Via Carducci per la rassegna militare britannica, esce una giovane donna che estrae dalla borsetta una rivoltella e spara tre colpi, in rapida successione, contro il generale inglese Robin W. De Winton. I soldati britannici rimangono per un lungo momento sbigottiti e tardano a reagire: solo uno di loro si avvicina a Maria Pasquinelli, la disarma e l&#8217;arresta</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di TRIESTE - CONCERTO MUTI</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-895</link>
		<dc:creator>TRIESTE - CONCERTO MUTI</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 07:00:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-895</guid>
		<description>ITALIA - TRIESTE - SLOVENIA - CROAZIA
Concerti, brindisi, abbracci, baci, pace,  senza ammettere l&#039;eccidio delle Foibe. Vergogna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ITALIA &#8211; TRIESTE &#8211; SLOVENIA &#8211; CROAZIA<br />
Concerti, brindisi, abbracci, baci, pace,  senza ammettere l&#8217;eccidio delle Foibe. Vergogna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di UN FIORE: MARIA</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-894</link>
		<dc:creator>UN FIORE: MARIA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 06:54:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-894</guid>
		<description>DAL PANTANO D&#039;ITALIA E&#039; NATO UN FIORE: MARIA PASQUINELLI (MARTIRE PER GLI ESULI)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>DAL PANTANO D&#8217;ITALIA E&#8217; NATO UN FIORE: MARIA PASQUINELLI (MARTIRE PER GLI ESULI)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ieri figli della Lupa, oggi figli di&#8230; di maria</title>
		<link>http://www.messinanews.com/cultura-societa/ieri-figli-della-lupa-oggi-figli-di/comment-page-1/#comment-893</link>
		<dc:creator>maria</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 16:40:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=6869#comment-893</guid>
		<description>Cercando immagini in rete casualmente ho trovato questo articolo. Anche se è vecchio voglio commentare lo stesso.
Altro che non punibili!!!!!!!!!!!!!! Per certe cose non esiste età!!! Ci vorrebbe la sedia elettrica per questi.....................................................(non voglio essere volgare)
Se questi esseri spregevoli hanno fatto una simile azione adesso, quando entrano in età punibile cosa fanno? Squartano le persone per strada????????????
Che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ci vorrebbe la pena di morte!!!! Nessuna pietà e rieducazione!
Rieducazione di cosa?
Gli animali sono loro e tutti quelli che fanno del male!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cercando immagini in rete casualmente ho trovato questo articolo. Anche se è vecchio voglio commentare lo stesso.<br />
Altro che non punibili!!!!!!!!!!!!!! Per certe cose non esiste età!!! Ci vorrebbe la sedia elettrica per questi&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..(non voglio essere volgare)<br />
Se questi esseri spregevoli hanno fatto una simile azione adesso, quando entrano in età punibile cosa fanno? Squartano le persone per strada????????????<br />
Che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Ci vorrebbe la pena di morte!!!! Nessuna pietà e rieducazione!<br />
Rieducazione di cosa?<br />
Gli animali sono loro e tutti quelli che fanno del male!!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di MARIA PASQUINELLI: UN'AUTOREVOLE TESTIMONIANZA DELL'EPOCA</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-889</link>
		<dc:creator>MARIA PASQUINELLI: UN'AUTOREVOLE TESTIMONIANZA DELL'EPOCA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 19:38:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-889</guid>
		<description>Trieste 11 aprile 1947

Il 10 febbraio 1947, a Pola, mentre il brigadiere generale De Winton, comandante la 13° brigata di fanteria, ispezionava le sue truppe, una giovane donna riuscì ad avvicinarlo e a sparargli al cuore con una rivoltella. Il generale rimase ucciso all&#039;istante. La donna non fece nessun tentativo di fuga: Maria Pasquinelli attese, sgomenta, il suo destino. 

-Scrisse Michael Goldsmith dell&#039;Associated Press che nei giorni dell&#039;esodo un&#039;atmosfera tesa e dolente arroventava a Pola cuori e cervelli.

-&quot;Effettivamente molti sono i colpevoli del dramma istriano. La popolazione non trova nessuno che la comprenda nei suoi sentimenti: tra gli slavi apertamente nemici in attesa di entrare in città e gli alleati freddi ed estremamente guardinghi, gli uomini, le donne, i vecchi e i giovani di Pola sentono ogni aspirazione, ogni loro impulso - anche il più nobile e più puro - costretti entro una ferrea ed implacabile morsa. L&#039;impopolarità degli alleati si è affiancata alla ostilità verso gli slavi. Ad essi e specie agli inglesi, gli abitanti di Pola imputano di non aver mantenuto le promesse fatte durante la guerra, sopratutto quella che all&#039;Italia sarebbe stata accordata una pace onorevole&quot;.

-In questo clima di angoscia esplose la ribellione di Maria Pasquinelli. Indosso le fu rinvenuta una lettera: esasperata protesta per richiamare l&#039;attenzione del mondo sul problema e sulla tragedia dell&#039;Istria. Voleva, credendo di poter rimanere morta sul colpo, che gli italiani sapessero i motivi che l&#039;avevano spinta a quel gesto.

-Non conobbi Maria Pasquinelli. Ma ricordo che quando accolsi in Prefettura gli ultimi profughi da Spalato questi mi parlarono di lei con riverente ammirazione. Maria Pasquinelli a Spalato dopo la tremenda persecuzione dei partigiani comunisti del settembre 1943 aveva esumato i cadaveri degli italiani e dato loro sepoltura. Per intere giornate, senza riposo, assistè alla lugubre e raccapricciante opera di dissotteramento per identificare le vittime e portare ai loro cari almeno la prova della loro morte. Durante la breve dominazione partigiana di Spalato fu arrestata. In prigione donne croate l&#039;aiutarono a sfamarsi, ammirate dalla sua bontà. Lasciata Spalato, minacciata di morte, apprese a Trieste del massacro di altri 500 italiani compiuto dai partigiani di Tito nell&#039;Istria e nella riviera del Carnaro e si incupì ancora di più. Vide lo stesso tragico destino della Dalmazia pesare sulla Venezia Giulia. Non si diede più pace.Tentò di unire fascisti e partigiani in un solo blocco. Inviò al Governo di Bonomi rapporti sull&#039;Istria. Denunciò gli errori del movimento partigiano. Invocò uno sbarco degli alleati nella penisola istriana che prevenisse un&#039;invasione delle armate di Tito, avendo chiara la visione che il pericolo per la Venezia Giulia non fosse la Germania destinata alla sconfitta ed al crollo ma l&#039;avanzata degli slavi. Ritornò a Trieste dopo l&#039;occupazione di Tito con lo scopo di diffondere la conoscenza del problema giuliano nel resto d&#039;Italia. Confidò nella giustizia dei Quattro Grandi. Ma quando ogni speranza venne meno con la firma del trattato e vide Trieste sacrificata e tanta parte dell&#039;Istria condannata alle foibe e alla deportazione e lo scempio di Pola, il suo animo non resse più, sparò, uccise, gridò al mondo la sua protesta contro l&#039;ingiustizia che si commetteva nei confronti dell&#039;Italia.

-Imputata di omicidio premeditato, fu trasportata a Trieste per essere giudicata dall&#039;Alta Corte Militare Alleata. Ho saputo che a Trieste era stato preparato un piano per liberarla, ma che Maria Pasquinelli ricusò. Considerava spregevole la condotta di chi, dopo aver compiuto un atto terroristico, cerchi di sottrarsi con la fuga al suo destino. Affrontò serenamente il giudizio. Si riconobbe colpevole. Il Presidente della Corte, nonostante l&#039;ammissione dell&#039;imputata, volle che il dibatimento si svolgesse ugualmente. Maria Pasquinelli non rinnegò il suo gesto. &quot;Colpendo il comandante della piazza di Pola non ho inteso colpire l&#039;uomo; nemmeno la divisa. La divisa inglese, come tutte le divise, rappresenta una patria e perciò mi è sacra. Solo perchè rappresentava i Quattro Grandi, in segno di protesta per il Tratttato di pace, io l&#039;ho colpito&quot;.

-Quando il suo difensore le chiese come avesse potuto superare i suoi scrupoli religiosi nel determinarsi a uccidere il generale Winton, Maria Pasquinelli rispose che molto meditò per cercare di risolvere il problema religioso, ma che, incapace, si raccomandò all&#039;infinita misericordia di Dio. &quot;Forse, disse, ho amato l&#039;Italia anche più della mia anima&quot;.

-Ieri una grande folla stipava, ansiosa, l&#039;aula del tribunale.

-La Corte, dopo breve permanenza in camera di consiglio, ha concluso con l&#039;affermazione che l&#039;accusata uccise senza giustificazione o scusante logica. Nel silenzio, pieno d&#039;angoscia, Maria Pasquinelli, ha atteso calma la sua sentenza di morte.

-Grande è stata la commozione nell&#039;aula. Donne piangevano e chiamavano per nome la condannata: Vivissima impressione in città. Il cuore di Trieste si è sentito vicino a Maria Pasquinelli.

-A pochi passi dal Tribunale era stata eretta, nell&#039;82, la forca per Guglielmo Oberdan.

Bruno Coceani</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trieste 11 aprile 1947</p>
<p>Il 10 febbraio 1947, a Pola, mentre il brigadiere generale De Winton, comandante la 13° brigata di fanteria, ispezionava le sue truppe, una giovane donna riuscì ad avvicinarlo e a sparargli al cuore con una rivoltella. Il generale rimase ucciso all&#8217;istante. La donna non fece nessun tentativo di fuga: Maria Pasquinelli attese, sgomenta, il suo destino. </p>
<p>-Scrisse Michael Goldsmith dell&#8217;Associated Press che nei giorni dell&#8217;esodo un&#8217;atmosfera tesa e dolente arroventava a Pola cuori e cervelli.</p>
<p>-&#8221;Effettivamente molti sono i colpevoli del dramma istriano. La popolazione non trova nessuno che la comprenda nei suoi sentimenti: tra gli slavi apertamente nemici in attesa di entrare in città e gli alleati freddi ed estremamente guardinghi, gli uomini, le donne, i vecchi e i giovani di Pola sentono ogni aspirazione, ogni loro impulso &#8211; anche il più nobile e più puro &#8211; costretti entro una ferrea ed implacabile morsa. L&#8217;impopolarità degli alleati si è affiancata alla ostilità verso gli slavi. Ad essi e specie agli inglesi, gli abitanti di Pola imputano di non aver mantenuto le promesse fatte durante la guerra, sopratutto quella che all&#8217;Italia sarebbe stata accordata una pace onorevole&#8221;.</p>
<p>-In questo clima di angoscia esplose la ribellione di Maria Pasquinelli. Indosso le fu rinvenuta una lettera: esasperata protesta per richiamare l&#8217;attenzione del mondo sul problema e sulla tragedia dell&#8217;Istria. Voleva, credendo di poter rimanere morta sul colpo, che gli italiani sapessero i motivi che l&#8217;avevano spinta a quel gesto.</p>
<p>-Non conobbi Maria Pasquinelli. Ma ricordo che quando accolsi in Prefettura gli ultimi profughi da Spalato questi mi parlarono di lei con riverente ammirazione. Maria Pasquinelli a Spalato dopo la tremenda persecuzione dei partigiani comunisti del settembre 1943 aveva esumato i cadaveri degli italiani e dato loro sepoltura. Per intere giornate, senza riposo, assistè alla lugubre e raccapricciante opera di dissotteramento per identificare le vittime e portare ai loro cari almeno la prova della loro morte. Durante la breve dominazione partigiana di Spalato fu arrestata. In prigione donne croate l&#8217;aiutarono a sfamarsi, ammirate dalla sua bontà. Lasciata Spalato, minacciata di morte, apprese a Trieste del massacro di altri 500 italiani compiuto dai partigiani di Tito nell&#8217;Istria e nella riviera del Carnaro e si incupì ancora di più. Vide lo stesso tragico destino della Dalmazia pesare sulla Venezia Giulia. Non si diede più pace.Tentò di unire fascisti e partigiani in un solo blocco. Inviò al Governo di Bonomi rapporti sull&#8217;Istria. Denunciò gli errori del movimento partigiano. Invocò uno sbarco degli alleati nella penisola istriana che prevenisse un&#8217;invasione delle armate di Tito, avendo chiara la visione che il pericolo per la Venezia Giulia non fosse la Germania destinata alla sconfitta ed al crollo ma l&#8217;avanzata degli slavi. Ritornò a Trieste dopo l&#8217;occupazione di Tito con lo scopo di diffondere la conoscenza del problema giuliano nel resto d&#8217;Italia. Confidò nella giustizia dei Quattro Grandi. Ma quando ogni speranza venne meno con la firma del trattato e vide Trieste sacrificata e tanta parte dell&#8217;Istria condannata alle foibe e alla deportazione e lo scempio di Pola, il suo animo non resse più, sparò, uccise, gridò al mondo la sua protesta contro l&#8217;ingiustizia che si commetteva nei confronti dell&#8217;Italia.</p>
<p>-Imputata di omicidio premeditato, fu trasportata a Trieste per essere giudicata dall&#8217;Alta Corte Militare Alleata. Ho saputo che a Trieste era stato preparato un piano per liberarla, ma che Maria Pasquinelli ricusò. Considerava spregevole la condotta di chi, dopo aver compiuto un atto terroristico, cerchi di sottrarsi con la fuga al suo destino. Affrontò serenamente il giudizio. Si riconobbe colpevole. Il Presidente della Corte, nonostante l&#8217;ammissione dell&#8217;imputata, volle che il dibatimento si svolgesse ugualmente. Maria Pasquinelli non rinnegò il suo gesto. &#8220;Colpendo il comandante della piazza di Pola non ho inteso colpire l&#8217;uomo; nemmeno la divisa. La divisa inglese, come tutte le divise, rappresenta una patria e perciò mi è sacra. Solo perchè rappresentava i Quattro Grandi, in segno di protesta per il Tratttato di pace, io l&#8217;ho colpito&#8221;.</p>
<p>-Quando il suo difensore le chiese come avesse potuto superare i suoi scrupoli religiosi nel determinarsi a uccidere il generale Winton, Maria Pasquinelli rispose che molto meditò per cercare di risolvere il problema religioso, ma che, incapace, si raccomandò all&#8217;infinita misericordia di Dio. &#8220;Forse, disse, ho amato l&#8217;Italia anche più della mia anima&#8221;.</p>
<p>-Ieri una grande folla stipava, ansiosa, l&#8217;aula del tribunale.</p>
<p>-La Corte, dopo breve permanenza in camera di consiglio, ha concluso con l&#8217;affermazione che l&#8217;accusata uccise senza giustificazione o scusante logica. Nel silenzio, pieno d&#8217;angoscia, Maria Pasquinelli, ha atteso calma la sua sentenza di morte.</p>
<p>-Grande è stata la commozione nell&#8217;aula. Donne piangevano e chiamavano per nome la condannata: Vivissima impressione in città. Il cuore di Trieste si è sentito vicino a Maria Pasquinelli.</p>
<p>-A pochi passi dal Tribunale era stata eretta, nell&#8217;82, la forca per Guglielmo Oberdan.</p>
<p>Bruno Coceani</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di MARTIRE DIMENTICATA</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-888</link>
		<dc:creator>MARTIRE DIMENTICATA</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 19:15:14 +0000</pubDate>
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		<description>Per Maria Pasquinelli, insegnante italiana a Pola, la decisione degli Alleati di cedere alla Jugoslavia di Tito, assieme a tutta l&#039;Istria, anche il capoluogo, azzerando ogni residua speranza, fu assolutamente inaccettabile. Il 10 febbraio 1947, giorno del &quot;diktat&quot;, in preda allo sconforto, ma consapevole di sacrificare la propria vita, uccise il Gen. Robert De Winton, comandante della piazzaforte di Pola e simbolo di chi aveva calpestato legittime attese e buon diritto degli italiani, che non a caso avrebbero scelto plebiscitariamente di esodare. Una Corte inglese la  condannò a morte con sentenza commutata in ergastolo, e seguita dopo 17 anni da una grazia non richiesta: la Patria avrebbe dovuto  adeguatamente onorarla, ma così non è stato. Oggi, la novantasettenne Maria  vive ancora  vicino a Bergamo, dimenticata da tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Maria Pasquinelli, insegnante italiana a Pola, la decisione degli Alleati di cedere alla Jugoslavia di Tito, assieme a tutta l&#8217;Istria, anche il capoluogo, azzerando ogni residua speranza, fu assolutamente inaccettabile. Il 10 febbraio 1947, giorno del &#8220;diktat&#8221;, in preda allo sconforto, ma consapevole di sacrificare la propria vita, uccise il Gen. Robert De Winton, comandante della piazzaforte di Pola e simbolo di chi aveva calpestato legittime attese e buon diritto degli italiani, che non a caso avrebbero scelto plebiscitariamente di esodare. Una Corte inglese la  condannò a morte con sentenza commutata in ergastolo, e seguita dopo 17 anni da una grazia non richiesta: la Patria avrebbe dovuto  adeguatamente onorarla, ma così non è stato. Oggi, la novantasettenne Maria  vive ancora  vicino a Bergamo, dimenticata da tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Maria Pasquinelli</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-885</link>
		<dc:creator>Maria Pasquinelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 22:44:08 +0000</pubDate>
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		<description>Il Dramma della
Venezia Giulia
Del Bianco editore - Udine 1947
Interrogatorio
di Maria Pasquinelli
Per iniziativa di un gruppo di donne istriane, viene qui pubblicato il resoconto stenografico raccolto in udienza delle dichiarazioni rese da Maria Pasquinelli al suo processo innanzi la Corte Militare Alleata, e dell’arringa pronunciata dal suo difensore.
È troppo ovvio che esula dalla iniziativa ogni intenzione di esaltare le deprecabili conseguenze umane del gesto, tuttavia compiuto con l’anima tesa a denunciare incredibili orrori, a salvare tanti fratelli, ad accendere un faro alla speranza degli errabondi istriani.
Ciò che pubblichiamo consacra quel gesto in nobiltà di intendimento, spirito di umana solidarietà, amore alla propria Patria, - pur nel rispetto di quella altrui - così alti, che certo tornerà di giovamento in questi tempi di nequizia, di abbandono, di sconforto.
E l’iniziativa sarà anche un segno di riconoscenza verso la fragile donna, che dal suo animo profondamente mite trasse la tragica forza con cui immolò la Vittima e Sé stessa alla incoercibile aspirazione di bene.
info@triesteitaliana.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il Dramma della<br />
Venezia Giulia<br />
Del Bianco editore &#8211; Udine 1947<br />
Interrogatorio<br />
di Maria Pasquinelli<br />
Per iniziativa di un gruppo di donne istriane, viene qui pubblicato il resoconto stenografico raccolto in udienza delle dichiarazioni rese da Maria Pasquinelli al suo processo innanzi la Corte Militare Alleata, e dell’arringa pronunciata dal suo difensore.<br />
È troppo ovvio che esula dalla iniziativa ogni intenzione di esaltare le deprecabili conseguenze umane del gesto, tuttavia compiuto con l’anima tesa a denunciare incredibili orrori, a salvare tanti fratelli, ad accendere un faro alla speranza degli errabondi istriani.<br />
Ciò che pubblichiamo consacra quel gesto in nobiltà di intendimento, spirito di umana solidarietà, amore alla propria Patria, &#8211; pur nel rispetto di quella altrui &#8211; così alti, che certo tornerà di giovamento in questi tempi di nequizia, di abbandono, di sconforto.<br />
E l’iniziativa sarà anche un segno di riconoscenza verso la fragile donna, che dal suo animo profondamente mite trasse la tragica forza con cui immolò la Vittima e Sé stessa alla incoercibile aspirazione di bene.<br />
<a href="mailto:info@triesteitaliana.it">info@triesteitaliana.it</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Caduti per la Patria</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-884</link>
		<dc:creator>Caduti per la Patria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 05:57:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-884</guid>
		<description>Nessuno muore del tutto finché ne sia conservato il ricordo” 

                                     ( Jorge Luis Borges)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno muore del tutto finché ne sia conservato il ricordo” </p>
<p>                                     ( Jorge Luis Borges)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di PASQUINELLI DIMENTICATA</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-883</link>
		<dc:creator>PASQUINELLI DIMENTICATA</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 May 2010 09:08:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-883</guid>
		<description>UNA DONNA UNICA 

MARIA PASQUINELLI http://atelierdiscrittura.splinder.com/post/19015523

Stefano Zecchi è il primo che ha scritto con tratto umano il dramma di una donna unica. Aver lasciato parlare i fatti senza debordare sul romanzo, a mio avviso, è stato doppiamente ben fatto: ha avuto il coraggio di passare con grande afflato di verità su fatti che da oltre mezzosecolo sono nascosti o strumentalizzati. E poi aver rispettato il lungo riserbo di Maria, eroina col suo dramma personale nella vasta tragedia di un popolo tormentato fino alla cacciata dalle proprie case, dai propri campi, dai propri cimiteri, dalla propria storia e dalla propria identità. Questo piccolo grande libro che meriterebbe aperta e più dichiarata diffusione è il segno di uno scrittore e di un uomo per cui l’estetica non è solo forma ma solida sostanza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>UNA DONNA UNICA </p>
<p>MARIA PASQUINELLI <a href="http://atelierdiscrittura.splinder.com/post/19015523" rel="nofollow">http://atelierdiscrittura.splinder.com/post/19015523</a></p>
<p>Stefano Zecchi è il primo che ha scritto con tratto umano il dramma di una donna unica. Aver lasciato parlare i fatti senza debordare sul romanzo, a mio avviso, è stato doppiamente ben fatto: ha avuto il coraggio di passare con grande afflato di verità su fatti che da oltre mezzosecolo sono nascosti o strumentalizzati. E poi aver rispettato il lungo riserbo di Maria, eroina col suo dramma personale nella vasta tragedia di un popolo tormentato fino alla cacciata dalle proprie case, dai propri campi, dai propri cimiteri, dalla propria storia e dalla propria identità. Questo piccolo grande libro che meriterebbe aperta e più dichiarata diffusione è il segno di uno scrittore e di un uomo per cui l’estetica non è solo forma ma solida sostanza.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di FOIBA DI BASOVIZZA</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-882</link>
		<dc:creator>FOIBA DI BASOVIZZA</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 May 2010 19:23:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=4158#comment-882</guid>
		<description>LAPIDE A BASOVIZZA

O tu che ignaro passi
per questo Carso forte ma buono,
fermati! Sosta su questa grande tomba!
E’ un calvario con il vertice
sprofondato nelle viscere della terra.
Qui, nella primavera del 1945,
fu consumato un orrendo Olocausto.
A guerra finita!
Nell’abisso fummo precipitati a centinaia,
crivellati dal piombo e straziati dalle rocce.
Nessuno ci potrà mai contare!
Avidità di conquista, odio e vendetta
congiurarono e infierirono contro di noi.
Essere italiani era la nostra colpa.
A gettarci nel baratro furono torme di invasori,
calati nella nostra terra sotto l’influsso
di una malefica stella vermiglia.
Per viltà gli uomini non ci hanno reso giustizia.
Ce l’ha resa Dio accogliendo i nostri spiriti,
purificati da tanto martirio.
O tu che, ora non più ignaro, scenderai da questo Carso,
ricorda, e racconta la nostra tragedia

Federazione Grigioverde
2004</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LAPIDE A BASOVIZZA</p>
<p>O tu che ignaro passi<br />
per questo Carso forte ma buono,<br />
fermati! Sosta su questa grande tomba!<br />
E’ un calvario con il vertice<br />
sprofondato nelle viscere della terra.<br />
Qui, nella primavera del 1945,<br />
fu consumato un orrendo Olocausto.<br />
A guerra finita!<br />
Nell’abisso fummo precipitati a centinaia,<br />
crivellati dal piombo e straziati dalle rocce.<br />
Nessuno ci potrà mai contare!<br />
Avidità di conquista, odio e vendetta<br />
congiurarono e infierirono contro di noi.<br />
Essere italiani era la nostra colpa.<br />
A gettarci nel baratro furono torme di invasori,<br />
calati nella nostra terra sotto l’influsso<br />
di una malefica stella vermiglia.<br />
Per viltà gli uomini non ci hanno reso giustizia.<br />
Ce l’ha resa Dio accogliendo i nostri spiriti,<br />
purificati da tanto martirio.<br />
O tu che, ora non più ignaro, scenderai da questo Carso,<br />
ricorda, e racconta la nostra tragedia</p>
<p>Federazione Grigioverde<br />
2004</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Demokrazy di Santina</title>
		<link>http://www.messinanews.com/politica/demokrazy/comment-page-1/#comment-881</link>
		<dc:creator>Santina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 May 2010 12:15:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=8084#comment-881</guid>
		<description>Hanno fatto di tutto, ma non ci hanno fermato. 

 Il Blocco Studentesco Università ha conquistato un
seggio nel senato accademico dell&#039;ateneo romano di Tor Vergata: con
356 preferenze Noah Mancini è risultato il sesto degli eletti su un
totale di 7 posti disponibili. &#039;Clamorosa&#039; esclusione per altre forze
storiche del secondo ateneo della capitale, tra le quali la componente
di Azione Universitaria rappresentata da Marco Turriziani, fermo a 327
preferenze, e quella di Comunione e Liberazione, con il senatore
uscente Francesco Di Ludovico bloccato a 263 preferenze. Disfatta
totale per il &#039;Collettivo Lavori in Corso&#039;, il cui rappresentante
Luigi Mazza non è andato oltre le 152 preferenze.

&quot;Ci troviamo di fronte a un risultato storico - spiega il neoeletto
senatore del Blocco Studentesco, Noah Mancini - Dopo nemmeno due anni
di presenza del nostro movimento all&#039;interno degli atenei, abbiamo
dimostrato che il mondo universitario in generale e Tor Vergata in
particolare, non sono un territorio off-limits per il Blocco
Studentesco, anzi&quot;. &quot;Abbiamo superato forze storiche di questo ateneo
- continua Mancini - come Comunione e Liberazione, due componenti di
Azione Universitaria e il Collettivo Lavori in Corso, quest&#039;ultimo
staccato di ben 200 preferenze, segno che la loro campagna
diffamatoria contro il movimento studentesco di CasaPound Italia non
ha portato frutti. A vincere è stata la volontà di portare avanti le
nostre proposte e la capacità di porci al fianco degli studenti con
un&#039;azione quotidiana improntata al concetto di sindacalismo
studentesco&quot;.

Altro dato significativo i circa 10 consiglieri ottenuti dal Blocco
Studentesco all&#039;interno di facoltà come Ingegneria, Lettere, Economia
e Giurisprudenza. Altri 5 sono gli eletti nel Consiglio degli
Studenti, organo che tra le proprie competenze annovera quella di
eleggere il rettore. Buono il risultato ottenuto dal Blocco
Studentesco a Tor Vergata nelle elezioni del Consiglio Nazionale degli
Studenti (Cnsu). La lista rappresentata dal fulmine cerchiato ha
ottenuto 403 voti, classificandosi come quarta lista, superando di
quasi 100 voti la lista Unicentro. Ben 198 le preferenze ottenute dal
candidato di punta del Blocco Studentesco nel distretto centrale del
Cnsu, Francesco Polacchi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno fatto di tutto, ma non ci hanno fermato. </p>
<p> Il Blocco Studentesco Università ha conquistato un<br />
seggio nel senato accademico dell&#8217;ateneo romano di Tor Vergata: con<br />
356 preferenze Noah Mancini è risultato il sesto degli eletti su un<br />
totale di 7 posti disponibili. &#8216;Clamorosa&#8217; esclusione per altre forze<br />
storiche del secondo ateneo della capitale, tra le quali la componente<br />
di Azione Universitaria rappresentata da Marco Turriziani, fermo a 327<br />
preferenze, e quella di Comunione e Liberazione, con il senatore<br />
uscente Francesco Di Ludovico bloccato a 263 preferenze. Disfatta<br />
totale per il &#8216;Collettivo Lavori in Corso&#8217;, il cui rappresentante<br />
Luigi Mazza non è andato oltre le 152 preferenze.</p>
<p>&#8220;Ci troviamo di fronte a un risultato storico &#8211; spiega il neoeletto<br />
senatore del Blocco Studentesco, Noah Mancini &#8211; Dopo nemmeno due anni<br />
di presenza del nostro movimento all&#8217;interno degli atenei, abbiamo<br />
dimostrato che il mondo universitario in generale e Tor Vergata in<br />
particolare, non sono un territorio off-limits per il Blocco<br />
Studentesco, anzi&#8221;. &#8220;Abbiamo superato forze storiche di questo ateneo<br />
- continua Mancini &#8211; come Comunione e Liberazione, due componenti di<br />
Azione Universitaria e il Collettivo Lavori in Corso, quest&#8217;ultimo<br />
staccato di ben 200 preferenze, segno che la loro campagna<br />
diffamatoria contro il movimento studentesco di CasaPound Italia non<br />
ha portato frutti. A vincere è stata la volontà di portare avanti le<br />
nostre proposte e la capacità di porci al fianco degli studenti con<br />
un&#8217;azione quotidiana improntata al concetto di sindacalismo<br />
studentesco&#8221;.</p>
<p>Altro dato significativo i circa 10 consiglieri ottenuti dal Blocco<br />
Studentesco all&#8217;interno di facoltà come Ingegneria, Lettere, Economia<br />
e Giurisprudenza. Altri 5 sono gli eletti nel Consiglio degli<br />
Studenti, organo che tra le proprie competenze annovera quella di<br />
eleggere il rettore. Buono il risultato ottenuto dal Blocco<br />
Studentesco a Tor Vergata nelle elezioni del Consiglio Nazionale degli<br />
Studenti (Cnsu). La lista rappresentata dal fulmine cerchiato ha<br />
ottenuto 403 voti, classificandosi come quarta lista, superando di<br />
quasi 100 voti la lista Unicentro. Ben 198 le preferenze ottenute dal<br />
candidato di punta del Blocco Studentesco nel distretto centrale del<br />
Cnsu, Francesco Polacchi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Esuli</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-878</link>
		<dc:creator>Esuli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 22:36:04 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi è venuto a mancare Luigi Papo de Montona, un esempio per tutti gli istriani, per attivismo, dedizione e coraggio, qualità che ha sempre dedicato alla sua terra natìa...



Il nostro pensiero lo accompagna
da Roma alla bella Montona, che oggi sorride aspettando il suo ritorno...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è venuto a mancare Luigi Papo de Montona, un esempio per tutti gli istriani, per attivismo, dedizione e coraggio, qualità che ha sempre dedicato alla sua terra natìa&#8230;</p>
<p>Il nostro pensiero lo accompagna<br />
da Roma alla bella Montona, che oggi sorride aspettando il suo ritorno&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La festa del Blocco di Dajeee</title>
		<link>http://www.messinanews.com/focus/la-festa-del-blocco/comment-page-1/#comment-877</link>
		<dc:creator>Dajeee</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 May 2010 11:21:53 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.youtube.com/watch?v=fGzD1tfKIo0&amp;feature=player_embedded

il﻿ 12 e 13 maggio vota blocco studentesco!! Diamogli la sveglia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fGzD1tfKIo0&amp;feature=player_embedded" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=fGzD1tfKIo0&amp;feature=player_embedded</a></p>
<p>il﻿ 12 e 13 maggio vota blocco studentesco!! Diamogli la sveglia!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La vergogna delle foibe di Foibe nell'oblio</title>
		<link>http://www.messinanews.com/eroi/la-vergogna-delle-foibe/comment-page-1/#comment-876</link>
		<dc:creator>Foibe nell'oblio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 20:07:46 +0000</pubDate>
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		<description>FOIBE = OBLIO Dice: 
Aprile 19th, 2010 alle 20:19 
Sabato, 13 febbraio 2010. 

FOIBE 2010 - NELL’OBLIO
I morti nelle foibe? Vittime di serie B di Giordano Bruno Guerri Dietro la formalità dell’omaggio, le vittime delle foibe restano di serie B. La memoria si preserva con le cerimonie. Deve intervenire la scuola: vanno rivisti i libri di testo Già nei giorni scorsi c’era da riflettere su un’indagine statistica appena realizzata da FerrariNasi&amp;Associati. Ne risulta che se, nel 2008, il 41 per cento degli italiani aveva una discreto grado di conoscenza della tragedia delle foibe, nel 2010 la percentuale è scesa al 38 per cento. Significa che, concluso l’exploit di un programma televisivo, la tragedia istriana sta già scomparendo dal ricordo del popolo italiano, giornate o non giornate. E si tratta di almeno 10.000 italiani scagliati in profonde fosse carsiche, nella più grave e violenta pulizia etnico-politica che il nostro popolo abbia subito nel Novecento. Fra i grandi quotidiani, ieri, soltanto il Giornale ha dedicato due pagine alla Giornata del Ricordo. Per limitarsi a citare i due maggiori, Corriere della Sera e Repubblica, si sono contenuti in colonnine striminzite. Poche (e poco pubblicizzate) le iniziative regionali, e anche alcune scuole non hanno brillato. Si segnala in Lazio una meritevole iniziativa del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del suo assessore alla Pubblica istruzione Laura Marsilio, che hanno mandato nelle zone della tragedia, insieme agli insegnanti, quattrocento studenti (altri sono stati inviati a Auschwitz, Berlino, Hiroshima): muniti di tutta la documentazione e le informazioni necessarie per capire, compreso un discorso del sindaco e dell’assessore, di storici e di educatori. Anche le televisioni hanno brillato per servizi formali, riferiti - più che all’evento in sé - alle cerimonie cui hanno partecipato il presidente della Camera Gianfranco Fini e quello della Repubblica Giorgio Napolitano. Anch’io sono stato convocato, in un tg mattutino, per spiegare cosa sono state le foibe, quasi si trattasse di un oscuro episodio risalente al medioevo. Fra i libri appena pubblicati posso ricordare soltanto, per importanza, Foibe (S)conosciute, di Maria Antonietta Marocchi (I Libri del Borghese). Eppure proprio Napolitano dichiarò, nel 2007: «Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe (…) e va ricordata (…) la “congiura del silenzio, la fase meno drammatica ma ancora più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali». Sia reso merito all’ex comunista Giorgio Napolitano, per queste parole che ammettono una responsabilità di silenzio cui non fu estraneo. E sia reso merito anche alla Commissione Difesa della Camera che ieri ha approvato una legge per attribuire la medaglia d’oro «ai liberi comuni in esilio di Fiume, Zara e Pola». Tuttavia non è con le cerimonie e i discorsi di rito che il ricordo delle foibe, e di quanto significarono, rimarrà nelle menti degli italiani. Bisognerà spiegarle in tutta la loro strategica ferocia, non come un episodio crudelissimo in una guerra crudele. Le foibe furono, oltre che una strage disumana, un modo efferato per «convincere» oltre trecentomila italiani presenti in Istria e in Dalmazia a abbandonare case, terre, affetti e tutta la storia della loro vita, per «sfollare»: togliersi di torno per sempre da uno Stato pur composto da molte etnie, come quello jugoslavo. Il problema degli sfollati è pochissimo affrontato, se non in un libro - molto bello, molto commovente - di Luciano Ghelfi, Sfollati. Una storia italiana (Tre Lune, 260 pagine, 16 euro), che però non parla neanche di sfollati istriani e dalmati, bensì di una normale famiglia in fuga dal fronte. Figurarsi la tragedia di chi sfuggiva alle foibe. Una tragedia che verrà presto dimenticata - perché si vuole che venga dimenticata - se non provvederà la scuola a inserirla ampiamente nei libri di testo. Non per un inutile revanscismo, o per dimostrare - non ce n’è bisogno - che i cattivi si trovavano in tutte le parti in lotta. Ma perché il ricordo serva davvero a coltivare la volontà di non ripetere un odio senza fine e senza fondo. http://www.giordanobrunoguerri.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FOIBE = OBLIO Dice:<br />
Aprile 19th, 2010 alle 20:19<br />
Sabato, 13 febbraio 2010. </p>
<p>FOIBE 2010 &#8211; NELL’OBLIO<br />
I morti nelle foibe? Vittime di serie B di Giordano Bruno Guerri Dietro la formalità dell’omaggio, le vittime delle foibe restano di serie B. La memoria si preserva con le cerimonie. Deve intervenire la scuola: vanno rivisti i libri di testo Già nei giorni scorsi c’era da riflettere su un’indagine statistica appena realizzata da FerrariNasi&amp;Associati. Ne risulta che se, nel 2008, il 41 per cento degli italiani aveva una discreto grado di conoscenza della tragedia delle foibe, nel 2010 la percentuale è scesa al 38 per cento. Significa che, concluso l’exploit di un programma televisivo, la tragedia istriana sta già scomparendo dal ricordo del popolo italiano, giornate o non giornate. E si tratta di almeno 10.000 italiani scagliati in profonde fosse carsiche, nella più grave e violenta pulizia etnico-politica che il nostro popolo abbia subito nel Novecento. Fra i grandi quotidiani, ieri, soltanto il Giornale ha dedicato due pagine alla Giornata del Ricordo. Per limitarsi a citare i due maggiori, Corriere della Sera e Repubblica, si sono contenuti in colonnine striminzite. Poche (e poco pubblicizzate) le iniziative regionali, e anche alcune scuole non hanno brillato. Si segnala in Lazio una meritevole iniziativa del sindaco di Roma Gianni Alemanno e del suo assessore alla Pubblica istruzione Laura Marsilio, che hanno mandato nelle zone della tragedia, insieme agli insegnanti, quattrocento studenti (altri sono stati inviati a Auschwitz, Berlino, Hiroshima): muniti di tutta la documentazione e le informazioni necessarie per capire, compreso un discorso del sindaco e dell’assessore, di storici e di educatori. Anche le televisioni hanno brillato per servizi formali, riferiti &#8211; più che all’evento in sé &#8211; alle cerimonie cui hanno partecipato il presidente della Camera Gianfranco Fini e quello della Repubblica Giorgio Napolitano. Anch’io sono stato convocato, in un tg mattutino, per spiegare cosa sono state le foibe, quasi si trattasse di un oscuro episodio risalente al medioevo. Fra i libri appena pubblicati posso ricordare soltanto, per importanza, Foibe (S)conosciute, di Maria Antonietta Marocchi (I Libri del Borghese). Eppure proprio Napolitano dichiarò, nel 2007: «Va ricordato l’imperdonabile orrore contro l’umanità costituito dalle foibe (…) e va ricordata (…) la “congiura del silenzio, la fase meno drammatica ma ancora più amara e demoralizzante dell’oblio”. Anche di quella non dobbiamo tacere, assumendoci la responsabilità dell’aver negato, o teso a ignorare, la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e dell’averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali». Sia reso merito all’ex comunista Giorgio Napolitano, per queste parole che ammettono una responsabilità di silenzio cui non fu estraneo. E sia reso merito anche alla Commissione Difesa della Camera che ieri ha approvato una legge per attribuire la medaglia d’oro «ai liberi comuni in esilio di Fiume, Zara e Pola». Tuttavia non è con le cerimonie e i discorsi di rito che il ricordo delle foibe, e di quanto significarono, rimarrà nelle menti degli italiani. Bisognerà spiegarle in tutta la loro strategica ferocia, non come un episodio crudelissimo in una guerra crudele. Le foibe furono, oltre che una strage disumana, un modo efferato per «convincere» oltre trecentomila italiani presenti in Istria e in Dalmazia a abbandonare case, terre, affetti e tutta la storia della loro vita, per «sfollare»: togliersi di torno per sempre da uno Stato pur composto da molte etnie, come quello jugoslavo. Il problema degli sfollati è pochissimo affrontato, se non in un libro &#8211; molto bello, molto commovente &#8211; di Luciano Ghelfi, Sfollati. Una storia italiana (Tre Lune, 260 pagine, 16 euro), che però non parla neanche di sfollati istriani e dalmati, bensì di una normale famiglia in fuga dal fronte. Figurarsi la tragedia di chi sfuggiva alle foibe. Una tragedia che verrà presto dimenticata &#8211; perché si vuole che venga dimenticata &#8211; se non provvederà la scuola a inserirla ampiamente nei libri di testo. Non per un inutile revanscismo, o per dimostrare &#8211; non ce n’è bisogno &#8211; che i cattivi si trovavano in tutte le parti in lotta. Ma perché il ricordo serva davvero a coltivare la volontà di non ripetere un odio senza fine e senza fondo. <a href="http://www.giordanobrunoguerri.it" rel="nofollow">http://www.giordanobrunoguerri.it</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ieri figli della Lupa, oggi figli di&#8230; di cheshok234</title>
		<link>http://www.messinanews.com/cultura-societa/ieri-figli-della-lupa-oggi-figli-di/comment-page-1/#comment-870</link>
		<dc:creator>cheshok234</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 12:27:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=6869#comment-870</guid>
		<description>ma sono dei cretini!!!!!
e poi, ke gioco sarebbe!!!!!!!????
per farli ragionare bisognerebbe impiccarli, per pochissimi secondi, in modo da scioccarli, perchè è quello che hanno fatto a  quel povero cane (che l&#039;anno purre ammazzato!)
non si può punirli, ma un bello schiaffone e una punizione di 3 anni da parte dei genitori, sì!!!
almeno ke non sono proprio i genitori che appoggiano i figli, allora sarebbe un vero disastro!
non si possono mandare emoticon, ma....... : (  
nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
che *********</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma sono dei cretini!!!!!<br />
e poi, ke gioco sarebbe!!!!!!!????<br />
per farli ragionare bisognerebbe impiccarli, per pochissimi secondi, in modo da scioccarli, perchè è quello che hanno fatto a  quel povero cane (che l&#8217;anno purre ammazzato!)<br />
non si può punirli, ma un bello schiaffone e una punizione di 3 anni da parte dei genitori, sì!!!<br />
almeno ke non sono proprio i genitori che appoggiano i figli, allora sarebbe un vero disastro!<br />
non si possono mandare emoticon, ma&#8230;&#8230;. : (<br />
nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo<br />
che *********</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Attracchi nei “Pantani” di Capo Peloro: tra Passato e Futuro di angela</title>
		<link>http://www.messinanews.com/altro/attracchi-nei-%e2%80%9cpantani%e2%80%9d-di-capo-peloro-tra-passato-e-futuro/comment-page-1/#comment-866</link>
		<dc:creator>angela</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 15:02:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=401#comment-866</guid>
		<description>salve,
potrei sapere da che libri avete preso queste informazioni?
sto facendo una tesi di promozione turistica su ganzirri ed in particolare sulla pesca del pesce spada e ne avrei un estremo bisognoooo.. aiutatemi...
grazieee...
--------
&lt;strong&gt;Le abbiamo risposto privatamente&lt;/strong&gt;
&lt;em&gt;Staff Messina News&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve,<br />
potrei sapere da che libri avete preso queste informazioni?<br />
sto facendo una tesi di promozione turistica su ganzirri ed in particolare sulla pesca del pesce spada e ne avrei un estremo bisognoooo.. aiutatemi&#8230;<br />
grazieee&#8230;<br />
&#8212;&#8212;&#8211;<br />
<strong>Le abbiamo risposto privatamente</strong><br />
<em>Staff Messina News</em><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il pedofilo si di nemo profeta</title>
		<link>http://www.messinanews.com/esteri/il-pedofilo-si/comment-page-1/#comment-862</link>
		<dc:creator>nemo profeta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:01:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=7809#comment-862</guid>
		<description>Avevo scritto un commento: censurato?
-----
&lt;strong&gt;No, fra ieri ed oggi abbiamo dovuto censurarne un bel po&#039; per gli ultimi articoli che hanno scatenato polemiche. Abbiamo recuperato ora. 

Ne approfittiamo per ricordare a tutti che ci sono tanti spazi virtuali che permettono di insultare anonimamente le persone attraverso il commento agli articoli, mentre su Messina News questo non è consentito.&lt;/strong&gt;

&lt;em&gt;Staff Messina News&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;
&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo scritto un commento: censurato?<br />
&#8212;&#8211;<br />
<strong>No, fra ieri ed oggi abbiamo dovuto censurarne un bel po&#8217; per gli ultimi articoli che hanno scatenato polemiche. Abbiamo recuperato ora. </p>
<p>Ne approfittiamo per ricordare a tutti che ci sono tanti spazi virtuali che permettono di insultare anonimamente le persone attraverso il commento agli articoli, mentre su Messina News questo non è consentito.</strong></p>
<p><em>Staff Messina News</em><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il pedofilo si di nemo profeta</title>
		<link>http://www.messinanews.com/esteri/il-pedofilo-si/comment-page-1/#comment-861</link>
		<dc:creator>nemo profeta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 22:00:28 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.messinanews.com/?p=7809#comment-861</guid>
		<description>Se ancora non sapete dare una risposta, ve lo dico io:
perchè Polanski, come il 90% dei registi di Hollywood, è ebreo e per giunta sionista.
E gli ebrei (soprattutto se sionisti) non si toccano, altrimenti è lesa maestà ed antisemitismo!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se ancora non sapete dare una risposta, ve lo dico io:<br />
perchè Polanski, come il 90% dei registi di Hollywood, è ebreo e per giunta sionista.<br />
E gli ebrei (soprattutto se sionisti) non si toccano, altrimenti è lesa maestà ed antisemitismo!!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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