Pedofilo a domicilio
24 giugno 2009 | Di Tyler Durden | Categoria: cronaca nera
Al posto delle caramelle, la mazza. Al posto del parco, il giardino di una casa
Castelvolturno – Si è introdotto nel cortile di una villetta dove stavano giocando dei bambini e ha cercato di stuprarne uno di appena tre anni. E’ accaduto a Castelvolturno nella tarda serata di domenica.
Erano pressappoco le 22.00 quando Emanuel Mezera trentacinquenne Nigeriano è entrato in un cortile di una villetta e ha cercato di stuprare un bambino di soli tre anni che si intratteneva a giocare mentre la madre stava rimettendo in ordine la cucina. Il pianto del bambino ha attirato l’attenzione della mamma che corsa fuori ha visto la scena agghiacciante di quel balordo che toccava il piccolo. La donna è corsa subito in soccorso del figlio e il ‘mostro’ si è dato alla fuga facendosi strada con una mazza di legno.
Le grida della donna hanno attirato l’attenzione di passanti tanto che l’uomo per cercare di sfuggire ha colpito con la mazza le due auto che ha incrociato ferendo anche un uomo che stava all’interno di una delle autovetture. Sul posto sono accorsi i Carabinieri della compagnia, intervento operativo della toscana e i militari della stazione di Castelvolturno che hanno immobilizzato il folle e traendolo in arresto.
Il balordo è stato assicurato alla giustizia ma quanti come lui sono in giro liberamente capaci di compiere atti così vili?. L’immigrazione clandestina è stata al centro di polemiche per giorni. Il disastro urbano del litorale domitio si è trasformato nel paradiso dei diavoli, nell’oasi felice degli illeciti. Le comunità straniere si sono sempre lamentate di essere trattate con sufficienza contestandoci forme di razzismo con manifestazioni anche plateali ma non si tratta di discriminazione è facile dare del ‘razzista’ a qualcuno. Facile quando si è seduti su una poltrona nel sicuro del Palazzo o nelle comodità di qualche salotto. Ma quando si assiste da decenni all’invasione di clandestini nel proprio territorio, quel litoriale domitio già devastato da anni di speculazioni edilizie e di risanamenti sempre annunciati e mai realizzati; quel litoriale domitio controllato dalla Camorra, quella dei Casalesi, che esisteva anche prima di ‘Gomorra’. In un territorio dove l’inferno dantesco pare il paradiso nessun decreto sicurezza è sufficiente, visto che ci sono dei balordi che entrano nelle case e cercano di violentare un bambino di soli tre anni con la premessa che ‘non si fa di tutt’erba un fascio’ ma chi deve tutelare queste persone.
La classe politica per tornare ha dovuto aspettare che uccidessero sette uomini di colore, i residenti che hanno la sfortuna di vivere sulla domiziana quanto dovranno aspettare prima che la casta politica risvegli la sua coscienza e prenda provvedimenti fatti dai fatti e non da passerelle mediatiche? (www.interno18.it)


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