Uccidere un tifoso non è reato
15 luglio 2009 | Di Staff Messina News | Categoria: cronaca nera
Spaccarotella: “Gli ultrà sono avvezzi alla violenza”. E lui intanto vuol subito tornare in servizio. Fino al prossimo tiro al bersaglio…
L’incredibile sentenza che ha ucciso per la seconda volta “Gabbo” è significativa di un’epoca storica nella quale il ruolo della polizia si è trasformato. Da semplici tutori dell’ordine, i poliziotti&co. sono in breve diventati, complici fiction e giornali, sceriffi ai quali tutto è permesso. Anche di sparare addosso alla gente con la pistola di ordinanza e ucciderla. Se poi, per caso, quel qualcuno che ci rimane secco è un ultrà, non si va nemmeno in carcere e subito si pensa di tornare in strada e continuare a fare lo sceriffo, magari con una medaglia in più sul petto (in fondo è stata uccisa una persona “avvezza alla violenza”).
E naturalmente nonostante l’assurda ingiustizia subita da Gabriele Sandri e dalla sua famiglia sono già molti che si girano dall’altra parte. Perchè in Italia è così. Nell’Italia fondata su valori quali la resistenza e l’antifascismo, nemmeno i morti sono uguali. E se ieri uccidere un fascista non era reato, da oggi non lo è più nemmeno uccidere un tifoso. E qualcuno dei benpensanti già mormora, in fondo era un ultrà…


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