Così muore la carità Cristiana

16 giugno 2009 | Di Rosario Amico Roxas | Categoria: Cultura e Società

preti_basta_350Accade a Ragusa presso la Chiesa dei Gesuiti, per mano del parroco Francesco Lupo (prete più per mestiere che per vocazione !).

La scorsa domenica era giorno di Prima Comunione; uno dei bambini aveva invitato i suoi amichetti, figli di extracomunitari e come tali “abbronzati”, così li avrebbe catalogati il presidente del consiglio.

Il parroco li caccia fuori dalla Chiesa perché li scambia per questuanti, stante il loro abbigliamento inadatto alla circostanza, ma che pure rappresentava il meglio in loro possesso, e il colore della pelle. Francesco Lupo, parroco, li caccia fuori non dalla sua casa ma dalla Casa di Cristo, dove lui, parroco, è chiamato a servire non a comandare.

I bambini escono mortificati dalla Chiesa, non capiscono… erano stati invitati…!

I genitori del comunicando spiegano, chiariscono,. Così il parroco ritiene di scusarsi pubblicamente, aggravando la sua già precaria condizione, dice che aveva scambiato quei bambini per accattoni, perché nelle ore della funzione  “è un via vai di questuanti  per l’elemosina”. Dimentica il parroco che nella Casa di Cristo non esiste il concetto di elemosina, ma si eleva quello della Carità Cristiana, che coniuga insieme la solidarietà, la fratellanza, l’Amore, tutti valori che il parroco (prete per mestiere e non certo per vocazione !) ha dimostrato di non possedere.

Non so proprio come è andata a finire, ma è certa la mortificazione inflitta a quei bambini, portatori di una pelle scura e non adeguatamente abbigliati, da un sacerdote che dovrebbe insegnare e testimoniare la solidarietà e non la discriminazione, la Carità Cristiana che supera l’elemosina.

Di fronte a queste false testimonianze che mortificano lo spirito del cristianesimo, mi onoro dichiararmi con umiltà ma con rigore:

Ateo, per grazia di Dio !

Rosario Amico Roxas


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3 commenti
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  1. Sinceramente nella tua storia ci vedo un po’ di superficialità, e un errore che un uomo (a prescindere dal fatto che sia prete o meno) ha avuto il coraggio di riconoscere.

    Non so che lavoro tu faccia, ma mettiamo che mentre sei all’opera (e il tuo lavoro ti sta veramente a cuore!) arrivino delle persone che ti disturbano…come reagisci? Sei felice?

    In questo mondo sembra essere un diritto solo dei non cristiani prendere posizione per una qualsiasi ragione. Tutto ciò che fa un prete o un credente può essere invece frainteso e valido motivo per colpire tutta la “categoria”.

    Quando leggo commenti tipo il tuo mi chiedo se il vostro livore non sia dato dal fatto che non vi hanno voluto da piccoli all’Azione Cattolica… :-) )))).

    Cordialmente,
    Daniele

  2. E invece non solamente sono stato ben accolto all’azione cattolica (anni 1950), ma ho compiuto i miei studi medi, ginnasio e livceo, nel più orestigioso collegio di salesiani di Palermo.
    La tua confusione, lo confessi candidamente, sta nella identificazione del sacerdote come eservcente un lavoro, nel quale non ama essere disturbato.
    L’esempio che mi poni prevede che io faccia il mio lavoro a casa mia, e ciò mi autorizza a pretendere di non essere importunato; ma il sacerdote non esercita un mestiere, ma una missione e non utilizza la sua casa ma la Casa di Dio, nella quale è chiamato a servire e non a comandare.
    Rosario Amico Roxas

  3. qualcuno mi sa dire il nome del fotografo? grazie

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