La bufala aviaria
21 febbraio 2008 | Di Domenico Majorana | Categoria: Cultura e SocietàSicuramente molti di voi ricorderanno il caos ed il panico suscitati, nel 2005, da una possibile pandemia (cioè una epidemia di portata mondiale) ad opera di un virus che normalmente infetta i volatili, l’H5N1, a cui è stato dato dai mass-media (per un malinteso?) il nome inquietante di “influenza aviaria”. Esattamente tra l’estate e l’autunno del 2005 si verificarono pochi casi isolati di contagio, dagli uccelli all’uomo, tra allevatori di polli nel sud-est asiatico. In principio non era stato dato molto peso a questi eventi, essendo statisticamente normali fra gli operatori che lavorano a stretto contatto con gli animali e nella mancanza delle più elementari norme igieniche, non essendo mai stato dimostrato, inoltre, un contagio diretto da uomo a uomo (di questo ne abbiamo documentazione anche in Italia, a risalire dall’anno 1878).
Molte informazioni riportate in seguito dai giornali prendevano spunto da dichiarazioni allarmistiche emerse da un convegno sull’influenza tenutosi a Malta nella metà di settembre; convegno sponsorizzato da aziende farmaceutiche produttrici di vaccini antinfluenzali, tra cui la “Roche”, che commercializzava anche il farmaco antivirale “tamiflu” e che quindi aveva tutto l’interesse a mettere in giro notizie false con lo scopo di incrementare la vendita dei vaccini antinfluenzali!
E infatti così è stato. I network ed i giornali sono stati capaci di costruire, in poche settimane, un allarme a livello planetario, una pandemia preannunciata a gran voce.
I governi, i medici, ma anche i ricercatori del campo non facevano molto per spiegare il malinteso e ristabilire la verità, con il risultato di spingere milioni di persone a fare uso del vaccino antinfluenzale, che ricordiamo essere inutile per il virus dell’influenza aviaria in quanto specifico solo per la normale influenza stagionale. Così molte nazioni, tra cui l’Italia, si premunivano acquistando ingenti quantitativi dell’antivirale “tamiflu” (solo gli USA spesero una cifra vicina ai 7 miliardi di dollari, l’Italia invece “solo” 5 milioni di euro), anche se l’efficacia di questo antivirale nei confronti dell’H5N1 non era ancora stata dimostrata (e anzi vedremo come risulterà provata la sua inefficacia).
A questo punto è lecito pensare che siamo stati tutti vittime di una montatura creata ad hoc dalle case farmaceutiche, visto che tutto questo non ha fatto altro che innalzare i bilanci delle aziende produttrici di vaccini, ma soprattutto della “Roche” che pochi mesi prima aveva sfiorato il tracollo finanziario a causa di alcuni investimenti sbagliati e del ritiro dal commercio di alcuni farmaci che erano risultati nocivi.
Il virus della ”influenza aviaria” esiste da secoli ed è del tutto innocuo per l’uomo, mentre quello che è stato annunciato come pericoloso e potenzialmente letale per gli esseri umani non è mai esistito. Infatti, perché avvenga il contagio da uomo a uomo, è necessario che il virus H5N1 muti combinandosi con il virus dell’influenza umana diventando un nuovo ceppo virale. Ma fino ad oggi tutto questo non risulta essere mai accaduto, e dato che non esiste il virus, non può esistere un vaccino in grado di contrastarlo.
Però a fronte di tutto questo i giornali e le tivvù cosa hanno fatto? Hanno continuato a pubblicare notizie preoccupanti, raccontando, ad esempio, di un gallo trovato privo di vita nell’entroterra brasiliano. Sorvolando, invece, sul fatto che a pochi chilometri da lì sono centinaia i bambini che muoiono di fame… Evidentemente il gallo è più importante! Altro esempio: hanno parlato di alcuni volatili misteriosamente deceduti alle porte di Baghdad, ma si sono ben guardati dall’accennare al fatto che nella città irachena migliaia di civili innocenti continuano a morire per le conseguenze della catastrofica guerra voluta dagli Usa.
La prossima volta che si verificheranno allarmismi simili sarebbe auspicabile che tutti noi controllassimo la fondatezza o meno di tali affermazioni, altrimenti vorrà dire che i veri polli saremo sempre e soltanto noi!



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