Luca non era gay
23 febbraio 2009 | Di Staff Messina News | Categoria: Cultura e Società, Politica
e per fortuna sta con lei!
Ed infine Povia ha trionfato. Con semplicità e freschezza il giovane cantautore milanese è arrivato secondo alla competizione sanremese con la sua “Luca era gay”, riuscendo così a sfatare un tabù che in Italia esisteva da tantissimo tempo. Per una volta il “politically correct” ha lasciato il posto al libero pensiero. E se Carta ha potuto fare affidamento su un pubblico giovane che da tempo lo seguiva in televisione, Povia è stato invece supportato dalle centinaia di migliaia di persone che hanno voluto dare un calcio alla serpeggiante intolleranza e alla odiosa discriminazione che purtroppo, come abbiamo visto al Festival (e nel dopo festival), è ancora molto presente in questo Paese.
Tornando alla canzone e al messaggio, che non è una semplice opinione di Povia, ma piuttosto un dato di fatto, dobbiamo sicuramente chiederci: perchè Luca era gay?
Luca era gay perchè non era un ragazzo forte ma debole, come ce ne sono tanti. Un adolescente che ha vissuto per anni in un ambiente familiare a pezzi e che nel corso della sua esistenza ha incontrato persone sbagliate che hanno approfittato di lui. Un ragazzo senza validi punti di riferimento ed in balia di esperienze di vita in cui si è ritrovato coinvolto. Insomma, una storia come tante in Italia, piena di tristezza, rabbia e lacrime amare.
Ed allora perchè tutto quell’odio riversato su Povia e tutte quelle manifestazioni assurde contro la libertà di espressione? Molti esibizionisti gay contestano a Povia l’utilizzo della frase “Luca era gay”. Ma come definireste voi un uomo che va con un altro uomo? Non è forse omosessuale colui che va a letto con una persona del suo stesso sesso? Inoltre Povia lo dice chiaro: “nessuna malattia, nessuna guarigione”. Insomma, tanto rumore per nulla…o no?
Perchè la realtà descritta da Povia non doveva (e non deve) essere raccontata?
Semplice, per ben due motivi. Da un lato deve passare il messaggio che essere omosessuale è una cosa bella, di cui andare fieri; dall’altro lato se la gente inizia a rendersi conto che certe realtà gay sono molto più tristi e controverse di quello che viene raccontato (ben diverse dunque dalle gioiose parate carnevalesche dei gay pride), qualcuno (la minoranza di una minoranza) dovrà iniziare a dire addio al riconoscimento di un preteso “diritto” , quello all’adozione per le coppie gay, che in alcuni Paesi è già stato riconosciuto (con gli e
normi e spesso irreparabili danni psicologici a danno dei bambini).
Quella in corso non è dunque una battaglia da poco. Se fino a ieri si fronteggiavano Chiesa da una parte e lobby omosessuale dall’altra a carte coperte, oggi Povia, sfatando un enorme tabù, ha stanato la lobby costringendola a giocare a carte scoperte.
E’ una fortuna che Luca, che non era gay, ora sta con lei. Ma se per Luca ha deciso il destino, per altri bambini, ancora più sfortunati di Luca, chi deciderà?


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