Mediocri, ma con preservativo
20 giugno 2009 | Di Staff Messina News | Categoria: Cultura e Società
Secondo l’Ocse la scuola italiana produce risultati modesti, ma grazie alla Sinistra, a Roma, venderà molti condom
Siamo in coda nella classifica dei Paesi Ocse: la scuola italiana produce risultati “fra i più modesti” dell’area, “nonostante la spesa per studente sia molto elevata”. E’ l’impietosa analisi del dossier Ocse, che evidenzia come, fra i tanti problemi, vi sia quello delle “forti differenze regionali”. “Il rapporto Ocse ci dà ragione”, commenta il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, che aggiunge: “Avanti con le riforme”.
Nel rapporto sull’Italia, l’Ocse riconosce al governo Berlusconi di aver messo in cantiere una riforma volta a “razionalizzare le spese e migliorare il sistema di valutazione e di reclutamento degli insegnanti”. Tuttavia l’organismo di Parigi sottolinea la mancanza di un quadro complessivo e definitivo.
“Fare riforme organiche”
E, in proposito, suggerisce all’esecutivo un approccio più organico: “Considerando la natura di queste riforme – si legge nel rapporto – sarebbe preferibile realizzarle con un pacchetto onnicomprensivo, piuttosto che in modo parcellizzato”. L’Ocse parte dalla constatazione che “l’assenza di chiare informazioni sulla valutazione degli studenti e dell’intero sistema, dai docenti all’amministrazione centrale, è stata la causa principale delle cattive performance”.
“Maggiore responsabilità a tutti i livelli”
E suggerisce il principio della responsabilità che “va introdotta a diversi livelli, in primi luogo per i presidi e i direttori scolastici, ma anche per gli insegnanti, in modo tale che la scelta degli insegnanti stessi, la formazione delle classi e i metodi educativi abbiano un’adeguata informazione consentendo il giudizio sui risultati formativi e sul sistema di incentivi”. Ma per realizzare questi obiettivi, i presidi dovranno “ottenere un’adeguata autonomia dei poteri di gestione, al contrario dell’attuale quasi completa assenza di autonomia”.
Una sfida per l’Italia
Secondo l’Ocse, “elevare la performance del sistema educativo è una delle maggiori sfide” per l’Italia. La riuscita di una riforma complessiva del sistema educativo è anche una chiave per ridurre le differenze regionali: “Contenere il gap educativo fra Nord e Sud è una della vie per ridurre le differenze economiche e sociali complessive. Di conseguenza, andrebbero incoraggiate misure volte a recuperare le scuole e gli studenti più deboli, specialmente quelli a rischio abbandono”.
Gelmini: “Avanti con le riforme”
“Molte delle osservazioni poste dai sindacati e dall’opposizione vengono smentite clamorosamente da questa indagineLa scuola italiana non è adeguata alle necessità del Paese e il confronto con le altre nazioni europee è per molti aspetti impietoso”. Lo dice il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Per il ministro l’Ocse “auspica un’azione riformista e suggerisce provvedimenti urgenti che noi abbiamo adottato fin dal nostro insediamento un anno fa”.
Secondo la Gelmini quindi la ricerca presentata va nella direzione e sostiene le scelte effettuate dal governo. Scelte che l’esecutivo dovrebbe condividere anche con l’opposizione. “Ci sono tanti professori e dirigenti che comprendono che la scuola non funziona – dichiara la Gelmini -. Mi auguro che anche la sinistra voglia contribuire proficuamente e fattivamente a questo progetto di riforma, che noi comunque continueremo”. (Tgcom)
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La Chiesa reagisce alla proposta di installare distributori di profilattici nelle scuole romane. Il cardinale Agostino Vallini, Vicario del papa per Roma, in una nota, esprime “viva preoccupazione” per l’iniziativa della Provincia di Roma. ”La mozione non può trovare consenso nella comunità ecclesiale di Roma e nelle famiglie cristiane seriamente preoccupate dell’educazione dei loro figli”. Così “si banalizzano l’affettività e la sessualità”.
“Deploriamo che l’iniziativa possa essere definita una ‘mozione coraggiosa’”, scrive il cardinale Vallini, “l’unico coraggio di voler banalizzare nuovamente i temi della affettività, della sessualità, della educazione giovanile, proprio in un tempo in cui è alla attenzione di tutti la questione della emergenza educativa”. “Abbiamo appreso dalla stampa – si legge nella nota – che il Consiglio provinciale di Roma ha approvato una mozione che impegnerebbe la presidenza della Provincia a prevedere l’installazione di distributori automatici per preservativi nelle scuole superiori di Roma e provincia o nelle loro vicinanze.
La mozione, variamente commentata, – sottolinea il card. Vallini – non può trovare consenso nella comunità ecclesiale di Roma e nelle famiglie cristiane seriamente preoccupate dell’educazione dei loro figli. Sorprende che una simile iniziativa, affidata alla scuola – per sua natura impegnata a promuovere la formazione integrale della persona – possa essere considerata come meritevole di favore in nome della cosiddetta informazione e prevenzione”. Il porporato ricorda anche che ricevendo nel gennaio scorso “le istituzioni locali, quindi anche l’Amministrazione provinciale, il Papa aveva invitato tutti ‘a dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di ‘cattivi maestri’”.
“Riteniamo che di fronte a simili proposte, che destano la viva preoccupazione del cardinale vicario, degli altri Pastori e dell’intera comunità ecclesiale di Roma, – prosegue la nota – è necessario riaffermare che la strada maestra resta l’educazione alla responsabilità delle persone, specialmente dei più giovani, nell’uso della sessualità, che è un dono dell’amore di Dio; alla valorizzazione del proprio corpo e di quello dell’altro nell’ottica del dono disinteressato di sè. Infine – è la conclusione – restiamo convinti e ci adoperiamo affinchè la scuola, insieme alla altre agenzie educative, si impegni ad illuminare i giovani a diffidare dalle scorciatoie che non di rado conducono alla insignificanza della vita”.(Tgcom)


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