Quando il passaparola diventa dannoso
15 febbraio 2008 | Di Giuseppe Bonanno | Categoria: Cultura e Societàdal blog: Il Disinformatico
L’ospedale Meyer continua a essere paralizzato dall’SMS per il bambino leucemico bisognoso di sangue B+, rinnova l’appello a non diffonderlo.
“Non c’è alcuna emergenza sangue e si richiede a quanti avessero ricevuto il messaggio di aiutarci diffondendo il messaggio opposto e cioè che l’Ospedale Meyer non ha alcuna emergenza sangue, di non telefonare perché il grande afflusso di telefonate blocca l’accesso delle vere emergenze. Grazie.”
Ancora una volta si dimostra il perverso meccanismo del passaparola che rende così dannose le catene di Sant’Antonio: man mano che passa di casella in casella e da un cellulare all’altro, il testo dell’appello immancabilmente si altera, si trasforma e perde dettagli importanti per strada, oltre a perpetuarsi ben oltre la durata dell’evento che l’aveva scatenato.La raccomandazione, quindi, è sempre la solita: non inoltrate se non potete verificare. Per verificare, di solito basta immettere i dati dell’appello in Google. Ma se non trovate niente, non inoltrate lo stesso: non cadete nel dubbio del “male non fa”. Ne fa, intasando i centralini e spesso anche i telefoni di privati cittadini il cui numero viene erroneamente indicato nell’appello.
Spero che d’ora in poi ci si documenti prima di mandare appelli di solitarietà


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