Roberto, ti aiutiamo noi
23 ottobre 2008 | Di ggv84 | Categoria: Cultura e Società, Politica, Storie di martiri ed eroiDovrebbe essere un vanto essere concittadini o connazionali di Roberto Saviano, l’autore di Gomorra, che rischia la vita (i capi camorristici inviano minacce di morte dal carcere) ed è costretto a vivere “di nascosto”. Così come dovrebbe essere dovere delle istituzioni proteggerlo. E invece?
Il Ministro degli Interni Roberto Maroni, con la tipica sensibilità leghista, minimizza (“E’ un simbolo, ma non il simbolo della lotta ai criminali [...] Non è da oggi che si combatte la camorra, lo si fa da sempre in silenzio [...] La lotta alla criminalità organizzata la fanno poliziotti, carabinieri, magistrati, imprenditori che sono in prima linea, ma non sulle prime pagine dei giornali”)… Detto da un pregiudicato (per resistenza a pubblico ufficiale) che si è alleato con condannati e/o indagati per associazione mafiosa, c’è da fidarsi! Tra l’altro questa sensibilissima gente era la stessa che aveva abolito le scorte ai familiari delle vittime, nonchè ai magistrati in prima linea nella lotta contro la mafia (tra cui Ilda Boccassini).
E persino Papa Ratzinger tace sul problema Camorra, aumentando la nostalgia di quel Giovanni Paolo II che ad Agrigento (ma non solo) aggrediva i con parole dure i mafiosi:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Pompei-17:29/3366506/7
http://italiadallestero.info/archives/1512
L’Ordine dei Giornalisti solidalizza con Saviano (ci mancava pure), mentre Emilio Fede… guardate voi stessi, non voglio neanche commentare: http://it.youtube.com/watch?v=WJMhc2GBUL4
Grazie al cielo, la gente comune è molto più sensibile dei suddetti. Repubblica ha fatto partire una petizione: “Roberto Saviano è minacciato di morte dalla camorra, per aver denunciato le sue azioni criminali in un libro – “Gomorra” – tradotto e letto in tutto il mondo. E’ minacciata la sua libertà, la sua autonomia di scrittore, la possibilità di incontrare la sua famiglia, di avere una vita sociale, di prendere parte alla vita pubblica, di muoversi nel suo Paese. Un giovane scrittore, colpevole di aver indagato il crimine organizzato svelando le sue tecniche e la sua struttura, è costretto a una vita clandestina, nascosta, mentre i capi della camorra dal carcere continuano a inviare messaggi di morte, intimandogli di non scrivere sul suo giornale, “Repubblica”, e di tacere.
Lo Stato deve fare ogni sforzo per proteggerlo e per sconfiggere la camorra. Ma il caso Saviano non è soltanto un problema di polizia. E’ un problema di democrazia. La libertà nella sicurezza di Saviano riguarda noi tutti, come cittadini.
Con questa firma vogliamo farcene carico, impegnando noi stessi mentre chiamiamo lo Stato alla sua responsabilità, perché è intollerabile che tutto questo possa accadere in Europa e nel 2008.”
Potete firmare la petizione a questo indirizzo: http://www.repubblica.it/speciale/2008/appelli/saviano/index.html
Mentre sto scrivendo in questo momento, le firme sono già oltre le 111.000. Tra i firmatari, i premi nobel Gorbachov, Dario Fo, Günter Grass, Orhan Pamunk, ma anche Hollywood dà il supporto (su tutti Martin Scorsese).
Il gran numero di firmatari può significare tante cose. Può significare che la politica non (sempre) rispecchia la volontà del cittadino. Può significare che essere cristiani non vuol dire essere necessariamente d’accordo col Papa. Può significare che la gente comincia a distinguere l’informazione falsata dalla verità. Può significare che non sono tutti nazionalisti, orgogliosi, addormentati e boccaloni. Che sia davvero il momento di un nuovo risorgimento? Chissà… Intanto a noi non resta che fare quel poco che ci è permesso, nella speranza che Saviano e quelli come lui vengano riconosciuti per quello che sono: eroi. Che nulla hanno da invidiare a gente magari più conosciuta e ricca, che mediante output disonesti e/o mezzi violenti compromettono la crescita di una società migliore, o addirittura normale!


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