Uccidiamo il Grande Fratello!

11 febbraio 2008 | Di Tyler Durden | Categoria: Cultura e Società

clip_image0011.jpgLentamente andanti verso la noia, con la morte ombreggiante sopra di noi, forse non ce ne rendiamo neanche conto mentre guardiamo la nostra vita allo specchio televisivo delle storie di “Verissimo” o quando crediamo di vivere attraverso le mirabolanti farse messe in scena da Sua Modernità, De Filippi Maria. Eppure stiamo morendo, o forse siamo già morti. A centinaia di migliaia accorriamo ai provini del Grande Fratello, perché ci diano un ruolo, una carriera, un futuro. Per essere guidati, istruiti e perché ci insegnino a sembrare qualcosa. Sembrare/apparire, perché non siamo niente, o almeno questo vogliono farci credere. Prostituiti al denaro, al clamore, alle luci dello spettacolo, novelli Mangiafuoco ci sfruttano senza ritegno. E da casa sogniamo, osserviamo e invidiamo. Si, proviamo invidia per esistenze addestrate, per uomini e donne comandati a bacchetta.

 

E loro, i Burattinai, che distraggono moltitudini e mistificano la realtà che ci circonda, rispondono solo ai Padroni. Quelli che campano da sempre sulle nostre vite. Sono coloro che da decenni permettono alle banche di strozzarci, alle assicurazioni di truffarci e ai sedicenti maghi di ingannarci. Quelli che hanno imposto il Mercato quale unico Dio e che rimangono fedeli al motto “Produci, consuma, crepa!”. Abbiamo dimenticato l’odio, la rabbia, le passioni, l’amore, l’arroganza, la risata. Parliamo di cose senza capirle, urliamo di gioia senza sentirla, sentiamo rabbia e non l’esprimiamo, ce la teniamo dentro. E mentre ci bombardano di false informazioni, ci muoviamo mansueti secondo le loro direttive, senza nemmeno chiederci il perché.

 

Siano emozioni forti, come schegge impazzite che fuoriescono da questo schema prestabilito, trito e ritrito, e spezzino le catene, squarcino il velo virtuale e ci costringano ad abbracciare la vita vera. Siano le nostre negazioni, le nostre affermazioni, la nostra Volontà assoluta a guidarci, a decidere del nostro Destino. Sia bandito il ricatto e deriso il compromesso, sia l’altezza la nostra direzione.

 

E sia il cielo la nostra ambizione, lasciamo la terra ai vermi. L’Inferno il nostro paradiso, purchè autentico nella sua cattiveria. Diffidiamo della paura e sia il rischio a condurci.

 

Prendiamoci tutto, anche quello che non ci serve, soprattutto ciò che non possiamo avere. Rimaniamo eretti a guardare il sole. Inerpichiamoci sulle montagne e raggiungiamo le vette più alte. Viviamo!

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