A voi comunicare… e spendere
26 ottobre 2008 | Di ggv84 | Categoria: Economia, Tecnologia
Il canone Telecom potrebbe aumentare, dopo tanti anni di prezzo fisso a 14,57 euro/mese. Il motivo è che Telecom Italia ha chiesto di poter alzare la tariffa unbundling. Protesta Aduc.
I prossimi saranno i giorni della verità, in cui l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) deciderà la sorte del canone Telecom. Il rischio che aumenti, a danno dei consumatori, è molto elevato. Tutto è cominciato con la richiesta di Telecom, ad Agcom, di poter aumentare il canone di unbundling.
È il canone che gli altri operatori pagano a Telecom ogni volta che prendono in affitto un doppino per assumere la gestione di un utente per intero, e offrirgli voce e/o Adsl. Agcom ha riconosciuto che il canone di unbundling italiano è il più basso in Europa (7,64 euro al mese Iva esclusa per ogni doppino/utente). Va detto che a questo canone però si sommano i costi che l’operatore paga a Telecom per mettere i propri apparati in centrale, con i quali poter offrire l’unbundling agli utenti. Secondo i concorrenti, questi ultimi costi sono troppo elevati.
Sia come sia, pare che da noi l’unbundling abbia avuto un certo successo (siamo il secondo Paese in Europa per numero di linee in unbundling: 3,7 milioni, a marzo 2008). Anche perché però, a differenza di altri Paesi, da noi manca l’alternativa banda larga del cavo coassiale, quindi è ovvio che la concorrenza debba concentrarsi sul doppino di rame e quindi sull’unbundling.
Agcom allora ha detto: “se accetteremo un aumento sull’unbundling, Telecom dovrà di pari passo alzare il canone base al dettaglio (ora fermo da anni, per i privati, a 14,57 euro al mese). Solo così i rapporti di equilibrio della concorrenza saranno rispettati”, stima Agcom. Se aumenta il canone di unbundling, infatti, gli operatori dovranno rincarare le tariffe (o ridurre i margini di profitto, cosa meno probabile); per restare competitivi con Telecom, anche quest’ultima deve peggiorare le proprie, di conseguenza.
Telecom ha però comunicato che “l’aumento del canone non colpirà le fasce piu’ deboli della popolazione. In sostanza tutti gli utenti che rientreranno nell’operazione del governo con la ‘social card’ (circa un milione secondo le ultime stime) non subiranno aumenti del canone, anzi sono allo studio da parte dell’azienda interventi per diminuire l’attuale costo di 12,4 euro al mese (Iva esclusa)”.
Non ci sta Aduc: “Telecom, alla fin fine, e’ quella che ci guadagna di più, dai singoli utenti e dai gestori che continuano ad essere costretti ad acquistare i suoi prodotti”, commenta in una nota. Se è Telecom il sicuro vincitore, il sicuro perdente in questo gioco dell’aumento prezzi è l’utente finale.
Non è detta però l’ultima parola: Agcom deve decidere, a riguardo, e già arrivano anche le proteste dei concorrenti: secondo Vodafone “non ci sono margini per aumentare i costi di unbundling”; il che quindi “ridurrebbe la competizione”. (mytech.it)


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