Can che abbaia…
6 marzo 2009 | Di Staff Messina News | Categoria: Esteri
Gli Usa inviteranno l’Iran a partecipare alla guerra in Afghanistan
ROMA – L’Iran sarà coinvolto nel processo di stabilizzazione dell’Afghanistan. E il primo passo sarà la partecipazione di Teheran a una conferenza Onu-Nato che dovrebbe svolgersi il 31 marzo prossimo. La notizia arriva da Bruxelles, dove si sono riuniti i ministri degli Esteri dell’Alleanza atlantica. Se la conferenza allargata sull’Afghansitan si farà, “l’Iran sarà invitato come Paese confinante”, ha detto il segretario di Stato Usa Hillary Clinton al termine dei lavori.
L’idea alla quale si sta lavorando – ha spiegato l’ex first lady in un incontro stampa – è di organizzare una conferenza sull’Afghanistan che includa gli alleati Nato, i paesi contribuenti dell’Isaf, i donatori, le organizzazioni internazionali, i Paesi di transito e quelli dell’area regionale. “Niente è stato ancora deciso, ma se andiamo avanti con questa idea la mia aspettativa è che l’Iran sia invitato”, ha detto la Clinton.
L’Italia, con il ministro degli Esteri Franco Frattini, lavora da tempo ad un coinvolgimento di Teheran, tanto da aver preparato una riunione ministeriale allargata per giugno a Trieste sulla stabilizzazione di Afghanistan e Pakistan alla presenza anche dell’Iran. Ma il titolare della Farnesina, oggi ha deciso di rinviare il suo incontro con il collega iraniano Mottaki, ”anche alla luce delle dichiarazioni inaccettabili rivolte dalle massime autorità iraniane contro lo stato di Israele e l’ Amministrazione americana, nonché della notizia secondo cui l’Iran ha in programma di organizzare la settimana prossima una Conferenza su Gaza i cui obiettivi sono antitetici a quelli della Conferenza appena svoltasi a Sharm El Sheikh e di cui l’ Italia e’ stata co-sponsor”.
La riunione di Bruxelles ha segnato anche l’inizio del disgelo tra la Nato e Mosca. I ministri degli Esteri hanno dato il via libera della Nato alla ripresa di relazioni “formali” con la Russia. Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer ha così “scongelato” i rapporti tra la Nato e la Russia, di fatto interrotti dopo il conflitto georgiano. A partire da oggi i 26 Stati membri della Nato riallacceranno formalmente il dialogo con la Russia a livello ministeriale e diplomatico. De Hoop Scheffer ha sottolineato, però, come il fatto che la Nato riprenda le relazioni non significhi approvazione totale della politica di Vladimir Putin: “Non siamo affatto d’accordo per esempio con il riconoscimento dell’Ossezia del sud e dell’Abkhazia come Stati indipendenti”.
La decisione, in qualche modo, era stata anticipata dalle parole di Hillary Clinton. “E’ tempo di esplorare un nuovo inizio con la Russia. Possiamo e dobbiamo trovare i modi di lavorare in maniera costruttiva con Mosca laddove condividiamo aree di comune interesse, incluso quella degli aiuti all’Afghanistan” ha detto l’ex first lady nel suo primo discorso al consiglio Esteri della Nato. Si tratta, ha aggiunto la Clinton, di trovare “il modo per gestire le differenze”, continuando “ad aprire la porta della Nato a Paesi europei come la Georgia e l’Ucraina e aiutarli ad andare incontro agli standard Nato”. Parole che la Clinton ripeterà domani al ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.
E da Mosca è arrivata la soddisfazione per la decisione della Nato. “Noi riteniamo che questo sia un passo nella giusta direzione. Finalmente ha trionfato il buonsenso” ha commentato Igor Liakin-Frolov, vicedirettore del dipartimento informazione del ministero degli Esteri. Una soddisfazione che, però, non nasconde un certo rammarico riguardo al fatto che l’Alleanza abbia fatto questa scelta in modo ”unilaterale”: ”Si tratta di una decisione che avrebbe dovuto prendere congiuntamente con la Russia”.
La prima riunione “formale”, a livello dei “ministri”, del consiglio Nato-Russia si terrà probabilmente dopo il vertice per i 60 anni dell’Alleanza Atlantica, previsto agli inizi di aprile a Strasburgo e Kehl.
(La Repubblica)


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