C’è chi non vive di sole parole

1 settembre 2008 | Di noreporter.org | Categoria: Esteri

popolokaren

Boe Way Hta ancora sotto bombardamento, ma si resiste. E il personale di Popoli rifiuta di evacuarla

 

 

Resiste la roccaforte Karen di Boe Way Hta, dove da ieri è iniziato un nuovo  bombardamento da parte delle truppe birmane.
Boe Way Hta era già stata colpita in maniera massiccia alla fine di giugno (in  quell’occasione era morto un infermiere di Popoli), e da allora era rimasta stretta in una  morsa, con l’esercito birmano e la milizia collaborazionista che ammassavano truppe in  attesa della fine della stagione delle piogge, periodo poco propizio alle operazioni.
Il 26 luglio vi era stato un nuovo tentativo di sfondamento delle difese Karen, ma la  resistenza aveva avuto la meglio.
Non era però terminata la manovra birmana. Numerosi nuovi reparti si erano concentrati  nei dintorni della località, importantissimo centro della resistenza del popolo Karen. Per  tutto il mese di agosto i combattimenti tra KNLA (esercito di liberazione nazionale Karen) e  occupanti birmani si erano susseguiti, fino al bombardamento di ieri, condotto con l’uso di  mortai pesanti da 120 mm.
Volontari di Popoli erano al lavoro in un villaggio che dista qualche ora di marcia da Boe  Way Hta, interessato però anch’esso dalle operazioni belliche.
Mentre su Boe Way Hta cadevano le prime granate, gli uomini del Colonnello Nerdah Mya  attaccavano infatti i soldati birmani del distaccamento di Maw Khee, allo scopo di creare  disturbo alla manovra principale, e di alleggerire la pressione sul villaggio bombardato.
Il personale sanitario di Popoli, nonostante la possibilità di evacuare la clinica Carlo  Terracciano ha deciso di rimanere nella struttura, mettendosi a disposizione per prestare  soccorso ad eventuali feriti.
Al momento la situazione è tornata alla normalità nel settore di Maw Khee, e medici ed  infermieri di Popoli hanno lasciato la clinica e si trovano ora al sicuro. Nelle prossime ore  seguiranno l’evoluzione degli avvenimenti per intervenire, in caso di necessità, nelle zone
maggiormente interessate dalla presenza di feriti.
Va sottolineato come i birmani abbiano rastrellato ben duecento civili Karen da numerosi  villaggi per utilizzarli come portatori di armi, munizioni ed equipaggiamenti e per
costringerli a precedere le truppe lungo i sentieri minati che circondano Boe Way Hta.  Trincea Karen (www.comunitapopoli.org)


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