Abbasso la Nutella?
19 giugno 2010 | Di Tyler Durden | Categoria: Focus
A leccarsi i baffi gli amministratori di quelle multinazionali da anni in guerra contro la Ferrero
Alzi la mano chi non ha mai assaggiato in vita sua una fetta di pane con Nutella.
Orgoglio italiano da sempre, il prodotto inventato dal gruppo Ferrero non teme a tutt’oggi rivali in grado di metterne in pericolo il primato, nonostante gli innumerevoli tentativi di imitazione.
La Nutella va allora protetta, difesa a spada tratta contro qualsiasi tipo di concorrenza estera, a maggior ragione se sleale.
Troppo dolce?!
Invece per la Commissione Europea la Ferrero non dovrebbe utilizzare messaggi nutrizionali o salutistici in riferimento al suo prodotto migliore, la Nutella appunto.
E fra qualche mese perché non obbligare la Ferrero (e tutte le altre industrie dolciarie) ad accompagnare i prodotti con indicazioni di pericolo? Un po’ come già avviene per le sigarette, con scritte sul barattolo del tipo: “nuoce gravemente alla salute”, “fa ingrassare”, “mangiare con cautela”, “non buona per i diabetici”.
Chi pensava che con le sigarette si fosse già toccato il fondo si dovrà ricredere: ecco nascere l’ennesimo diritto-burla dei consumatori.
Così mentre la Ue se la prende con le industrie dolciarie…
…giornali e televisioni continuano liberamente a trasmettere pubblicità e programmi di truffatori che promettono guarigioni miracolose e vendono unguenti “magici”, in attesa di qualche disperato, colpito da un grave dramma, che abbocchi all’amo.
Il diritto dei consumatori ad essere truffati è salvo.
E nessuno ci dice, poi, che la carne che compriamo e mangiamo proviene da animali imbottiti di antibiotici.
Già, perché l’Europa non obbliga le industrie a specificare sulle etichette dei loro prodotti la quantità di antibiotici utilizzata e ad informarci sul cibo che danno da mangiare agli animali che poi finiscono nei nostri piatti?
E dire che la famosa “mucca pazza” nacque quando le multinazionali decidero di utilizzare mangime animale nei propri allevamenti…
E se per una volta votassimo per diminuire l’Europa dei diritti, in favore dell’Europa del buon senso?


Loading...

