N.E.R.D. – Seeing sounds

2 novembre 2008 | Di ggv84 | Categoria: Musica e Arte

Prendete quel cervello in ebollizione di Pharrell Williams e unitelo a Chad Hugo e allo schivo nasone di Shay Haley… A questo punto avete due opzioni: prenderli come tra i produttori più gettonati al mondo, e allora avrete The Neptunes; oppure prenderli come band, e allora avrete N.E.R.D. (leggete a mò di spelling, non “nerd”!), acronimo di No-one Ever Really Dies.

Qualsiasi suono utilizzato alla loro maniera diventa una potenziale hit. Non è un caso che qualsiasi cosa tocchino diventa oro musicale. In fondo, Justin Timberlake si può dire che lo hanno salvato loro, prima di Timbaland. E persino quella furbona di Madonna se n’è accorta… Ma d’altronde il mercato americano sa bene che per avere successo, almeno una spolverata di black music è obbligatoria. In Italia invece…

Tornando comunque a Seeing sounds, il titolo è chiaramente ispirato alla sinestesia, fenomeno neurologico mediante il quale si ha una sorta di alterazione della percezione dei sensi. Tanto per intenderci, un effetto collaterale della droga (lsd in particolare).

La loro ultima fatica prosegue la filosofia musicale intrapresa dal terzetto, quella cioè di miscelare vari generi: dal rock all’hip hop, dal pop all’r'n’b, garantendosi così un seguito di pubblico piuttosto variegato (dai rockettari alla mtv generation, passando per i b-boys). Si potrebbero definire “urban”, ma loro stessi non vogliono essere categorizzati in un genere in particolare. È anche per questo che paragonarli ad altri gruppi è praticamente impossibile.

Il principale problema è che i N.E.R.D. ora non sono più degli sconosciuti e, dunque, pezzi come Windows (con un loop di basso elettronico che non finisce mai), Spaz (con influenze old school… Shay sembra fare il verso ai Beastie Boys!) e Laugh about it, per quanto coinvolgenti, non entusiasmano quanto potrebbero perché troppo simili alle canzoni a cui ci hanno abituato da tanti anni a questa parte. Il primo singolo Everyone nose non è certo impegnativa più di tanto, ma forse proprio per questo si impara facilmente e la si canticchia sotto la doccia.

Si salva Time for some action, dove la strumentale basso + chitarra elettrica fa da tappeto al rap di Pharrell. Peccato solo che neanche l’”azione” in questione non sia granchè di particolarmente impegnativo. Per cui, se volete l’impegno andate ad ascoltarvi Love bomb, la migliore canzone dell’album, che riesce a fondere rabbia, politica e poesia in una canzone sola: “…No more political dreams/ Not another excuse/ Don’t need another love song when you the love bomb…”

Già, peccato solo che le canzoni d’amore ci siano eccome e apparentemente concatenate tra loro, dando luogo a un easy-concept che non troverà accordi unanimi. Dall’inizio di una storia (Yeah you) alla fine (l’intensa Sooner or later, che mette un pò in mostra il farsetto, una delle specialità di Pharrell… purtroppo in questo disco troppo limitato rispetto al passato), con successiva ripresa (Happy).

Ma sono i pezzi più incazzati a interessare maggiormente: ascoltare bene Anti-matter (rappato su una chiatarra elettrica pesante alternata a qualche scratch) e Kill joy per rendersene conto (tra l’altro collegati anch’essi tra loro): “…I know you’re a light/ And there’s a lamp to let inside/ It’s not just burning bright/ It won’t blow up in your face if you try/ I know you try hard/ But you gotta try harder/ Now you got your light to find your way…” . Questi sono i N*E*R*D che conosciamo! La rivincita si completa poi con la bonus track (disponibile su i-Tunes) Lazer gun.

E a proposito di bonus track, segnaliamo la strofa di Pusha T (che flow!) nel remix di Everyone nose, facendo sfigurare persino Kanye West e Lupe Fiasco… Speriamo di saperne di più in futuro!

Complessivamente, album sufficiente. Dai N.E.R.D. ci si aspetta sempre tantissimo, date le loro potenzialità, ma questo disco non rispecchia appieno le loro capacità. Quello che manca è una “100% hit”, come She wants to move, un maggiore approfondimento della vena poetica di Pharrell, maggiore coscienza e voglia di migliorarsi, magari attraverso un po’ di umiltà. Quest’ultimo album ha tanti candidati singoli (ma perchè proprio Everyone nose e Spaz?!), però in Italia difficilmente sfonderà come è successo per Fly or die.

Dunque, a proposito di sinestesia, dipende da ciò che sarete in grado di vedere chiudendo gli occhi: alcuni vedranno i suoni, altri le ragazze in fila davanti al bagno. Quello di Pharrell, non il vostro!

A proposito, ma perché piace così tanto alle ragazze, se ha il mio stesso fisico di 3 anni fa? Mah…

“L’anima è qualcosa di immateriale ed è diversa dal DNA. È per questo motivo che i cloni umani non saranno mai uguali agli originali, è sempre l’anima a fare la differenza. Ci sono troppe cose che ti rendono diverso dagli altri, che ti influenzano mentre cresci e ti fanno diventare unico.” (Pharrell)

 

Tracklist:

1. Intro / Time for some action
2. Everyone nose (All the girls standing in line for the bathroom)
3. Windows
4. Anti-Matter
5. Spaz
6. Yeah you
7. Sooner or later
8. Happy
9. Kill joy
10. Love bomb
11. You know what
12. Laugh about it

Bonus tracks:
13. Lazer gun

14. Everyone nose (All the girls standing in line for the bathroom) [Remix] featuring Child Rebel Souldier & Pusha T

 

Da ascoltare: Time for some action, Anti-Matter, Yeah you, Sooner or later, Kill joy, Love bomb, Lazer gun

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