Chi è senza peccato, ponga la prima pietra

10 agosto 2008 | Di ggv84 | Categoria: Economia, Focus, Politica

Il presidente dell’Anas Pietro Ciucci ha confermato la tabella di marcia prevista per la realizzazione del Ponte sullo Stretto: “Si farà ed entro maggio-giugno 2010 apriremo i cantieri per consentire l’apertura al traffico entro la fine del 2016”, ha rivelato. (da Tempostretto)
Leggendo queste dichiarazioni, sorgono spontanee parecchie domande.

Anzitutto, a quanto pare il progetto del ponte deve essere rivisto, a giudicare anche dalle dichiarazioni dell’ingegner Remo Calzona (il quale al ponte non è contrario, anzi!), che in un’intervista su Il Tempo afferma che il progetto del ponte è da rifare: “Fin dal concorso di idee, io sono dentro questo progetto, prima nello studio di fattibilità, poi come relatore della commissione superiore dei Lavori Pubblici che nel ‘98 deliberò la prosecuzione degli studi, e ancora a capo della stessa commissione con nomina del governo Berlusconi che fece l’atto per definire le specifiche progettuali. Insomma, lo conosco bene. Ora il progetto del ponte è tutto da rifare perché la ricerca non ha fine. Gli studi fatti valgono, ma si aggiungono nuove argomentazioni, si elabora una nuova tecnologia dopo l’esplosione nel mondo di questo tipo di strutture. Basti vedere gli ultimi ponti fatti in Cina […] Si dovrebbe fare un nuovo progetto che, modificando l’ubicazione e il disegno strutturale del ponte, risolve l’impatto ambientale e riduce i costi di realizzazione dell’opera. Il ponte sullo stretto è “maturo” per essere costruito secondo i nuovi trend dei ponti del terzo millennio, nel pieno rispetto della “safety” e della “serviceability”.

Riassumendo, dopo decenni di discussione, ci si è resi conto che il progetto non sarebbe fattibile e dovrebbe essere modificato. In particolare, sembra che la nuova proposta preveda l’aggiunta di un grosso pilastro in mezzo allo Stretto che sostenga l’intera struttura. Se questo fosse confermato, non serve essere degli ingegneri per chiedersi: un enorme pilastro di cemento in mezzo allo Stretto (con una profondità massima di 500 metri!) non comporterebbe un innalzamento del livello del mare, comportando come minimo una scomparsa delle spiagge, transitorie inondazioni e ripercussioni anche nel porto?

E ammesso che questi problemi siano frutto di chissà quale paranoia comunista-mangiabambini, ecc… Come si può affermare di posare la prima pietra entro 2 anni se il progetto è da rifare e quindi presumibilmente in fase di (ri)studio? Vuoi vedere che sarà posata solo la prima pietra e non sarà seguita da una seconda, una terza, ecc.?

E soprattutto: i soldi? I famosi fondi ex-Fintecna (250 milioni di euro), che il governo Prodi doveva destinare al Comune di Messina (e che sarebbero serviti per il porto di Tremestieri, il recupero dell’affaccio a mare, l’assunzione di nuovi vigili urbani, i parcheggi e la viabilità della zona Sud), sono stati trattenuti dal governo Berlusconi per “rimborsare” l’abolizione dell’Ici alle fasce meno deboli (in pratica: l’Ici che gli italiani non pagano più, lo paga il Comune di Messina, già gravemente indebitato! Alla faccia del governo amico…). Dove prenderà i soldi il nuovo Governo?

 “E’ impensabile bloccare a Reggio Calabria il corridoio Palermo/Berlino – ha poi affermato Ciucci. Il governo stabilisce le priorità del Paese ed anche se per il precedente esecutivo il ponte non era in cima, per quello attuale lo sarà”. (da Tempostretto)

Anche qui sorgono perplessità: perché questo corridoio deve iniziare proprio da qui, considerando che l’alta velocità si ferma a Napoli, e considerando anche che ci sono ampie zone in Sicilia in cui non arrivano neanche i treni normali?

Soddisfatto il sindaco Buzzanca, che ha ribadito come “l’area dello Stretto ed il rapporto con le città che vi si affacciano è uno dei temi fondamentali e prioritari dell’Amministrazione comunale di Messina, che guarda con profondo interesse a tutte le possibili convergenze sulla vicenda del Ponte sullo Stretto”. (da Tempostretto)

Ancora perplessità: nessuno pretende che Cucci conosca tutti i problemi di Messina, ma un sindaco non dovrebbe rappresentare i cittadini? E dunque perché Buzzanca tace, per esempio, sul fatto che il progetto prevede anche lo spostamento della stazione marittima, con tanto di treni che dovrebbero passare in via S. Cecilia (ironia del destino, proprio a due passi dalla sua abitazione) e il deposito materiale sarà a Piazza Trombetta? In fondo lo sa bene che il problema viabilità è uno dei più caratteristici della città…

E perché non chiarisce la contraddizione dell’associazione tra condono (governo Berlusconi), Zone a Protezione Speciale (ex governo Cuffaro) e Ponte (ancora governo Berlusconi)? Tre cose talmente diverse da non poter coesistere tra loro nella zone incriminata…

Perché non chiede ulteriori garanzie, considerando che la Impregilo è la stessa che ha creato anche il caso mondezza napoletana? O forse i rifiuti campani erano il materiale con cui costruire la grande opera?

 Il dubbio, insomma, è quello che i politici che parlano di Ponte non abbiano neanche preso in mano il progetto… Evidentemente si sono fidati di Berlusconi, quando a Porta a Porta ha illustrato il Ponte facendo 2 segni di pennarello. 

Il ponte è necessario? Spiegatelo ai lavoratori dell’RFI (i primi ad essere colpiti dal progetto, già adesso che ci sono solo parole sulla grande opera), dell’ATM, della Molini Gazzi, delle Camicerie Castello, di Mc Donald, di Tremedia, agli insegnanti di sostegno, agli ex dipendenti del F.C. Messina, a chi vive nelle baracche a 100 anni dal terribile terremoto, alle vittime dell’usura e del racket e ai cittadini stufi di una città che, giorno dopo giorno, subisce le invasioni di orde di barbari in giacca e cravatta provenienti da Roma, Palermo e Catania.

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