Csm dei mie stivali

6 dicembre 2008 | Di Tyler Durden | Categoria: Politica

Lo possiamo facilmente immaginare quell’incontro-scontro del Csm con i Pm della Procura di Catanzaro e Salerno. Consiglio Superiore della Magistratura che si è già pronunciato contro De Magistris con provvedimenti disciplinari di fatto del tutto smentiti dalle recenti ordinanze dei magistrati salernitani (che svelano inquietanti scenari circa la situazione ambientale, già denunciata da De Magistris, nella quale quest’ultimo si trovava ad operare).

Il punto fermo:

il Csm non permetterà che determinate indagini che riguardano politici di primo piano siano portate avanti. Dunque l’obiettivo è bloccare la Procura di Salerno, come qualche tempo fa si decise di bloccare De Magistris, togliendogli le indagini da “proteggere”.

Da approfondire invece le motivazioni che hanno portato i magistrati di Salerno allo scontro e l’azione parallela del governo che ha già attivato gli ispettori ministeriali.

Una lotta apparentemente interna alla magistratura che potrebbe essere stata pensata e diretta dall’esterno. Insomma, qualcosa di simile a Mani Pulite che all’epoca, da un lato, servì a distruggere una determinata categoria di politici per permettere ad un’altra di affermarsi e, dall’altro lato, rinvigorì in maniera incredibile il mito dei magistrati quali paladini della Giustizia.

I casi “De Magistris” e “Forleo”, ampliati dal megafono di Grillo e da quello di Santoro, hanno reso evidenti le crepe di un sistema che da 16 anni aveva determinato la pacifica convivenza tra Stato e mafia. Di questo patto tra Istituzioni e Cosche, era stato anche informato Borsellino che è andato avanti per la sua strada ed ha così pagato con la vita quella sfida al sistema. Chi ha seguito le vicende giudiziarie dell’attuale senatore Totò Cuffaro può ben capire quanto siano diventati intensi, in questi 16 anni, i rapporti tra mafia e politica. Gli omicidi dei magistrati che lottarono contro la mafia furono un buon monito nei confronti di tutti gli altri giudici che per anni preferirono soprassedere (anche se non tutti) di fronte allo scempio assoluto. Si costruirono in questo lungo periodo rapporti, come dicevamo intensissimi, tra colletti bianchi e cosche, tra politici e mafiosi.

Oggi, però, questo sistema inizia a mostrare le prime crepe. La politica è sempre più arrogante e da qualche anno ha iniziato a piazzare direttamente i mafiosi, sia in parlamento che nei consigli regionali ed in quelli comunali. Alcuni magistrati, vuoi perchè ormai dove c’è mafia c’è anche politica, vuoi perchè vanno a caccia del politico di primo piano per diventare famosi come Di Pietro, insomma per un motivo o per un altro, troppo spesso si trovano ad indagare su politici.

Metti allora una giustizia comune lentissima e che spessissimo cade in errore, metti pure i casi “De Magistris” e “Forleo” che sono giunti a conoscenza della pubblica opinione e metti infine il dilagare nella società di sopraffazioni mafiose e ingiustizie di ogni tipo, insomma tutto ciò considerato può ben affermarsi che la magistratura in questi 16 anni ha perso quasi del tutto l’immagine che era riuscita a darsi grazie all’operazione Mani Pulite.

Serve dunque un cambiamento (“Tutto cambia per non cambiare nulla” ). Si lavora per una trasformazione, forse epocale, che vede impegnati sul campo sia la politica (Pdl e Pd), sia la vecchia casta di magistrati che per contro difendono con i denti gli ori ed allori ottenuti grazie al vecchio sistema, sia una diversa casta di magistrati che vogliono un cambiamento del sistema per ottenere quegli ori ed allori che fino ad oggi il vecchio sistema ha loro negato, sia infine magistrati che da questo scontro in atto vogliono solamente guadagnarci qualcosa a livello personale, usando il ricatto nei confronti della politica allo stesso modo di come la vecchia casta usava il potere giudiziario per scopi politici.  

p.s.

Ovviamente mentre tutto questo accade, Beppe Grillo si vende a Murdoch. L’onda è finita. Così ora chi ha seguito senza pensare, resta con un pugno di mosche in mano (e sconta l’identificazione con il comico milionario), mentre chi ha saputo costruire qualcosa di importante sfruttando l’onda ma non identificandosi con essa, potrà continuare ad incidere nella società, scoprendo nuovi orizzonti e potendo contare su un consenso comunitario che non verrà mai meno.

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