Di golpe in golpe…
17 gennaio 2010 | Di Staff Messina News | Categoria: Politica
Feltri e Travaglio tirano la volata a De Magistris. Ed intanto il Tribunale tiene in bilico Di Pietro…
Le accuse sono pesanti. Anzi pesantissime, considerando che vanno a colpire il numero uno dei moralizzatori di Tangentopoli.
Accuse che questa volta non vengono da “pentiti” che cercano di contrattare con lo Stato libertà, lauti stipendi e protezione. No, a raccontare la gestione del partito da parte di Di Pietro è uno che l’Idv l’ha fondato, Elio Veltri.
Insomma, uno che sa. Uno che se avesse fondato Forza Italia, anzichè l’Idv, oggi ce lo ritroveremmo ogni settimana da Santoro a parlare ed a sputar sentenze.
Ed invece così non è, perchè lo schifo, Veltri, lo ha visto nell’Idv. In quell’Italia dei valori…(immobiliari?) che dopo il balzo alle ultime europee si trova ora davanti ad un bivio. Continuare a distruggere o costruire qualcosa?
Ed è qui che entrano in gioco Travaglio da un lato e Feltri dall’altro. Ma facciamo un passo indietro e torniamo a Veltri.
Si, perchè le accuse sono pesanti. Di Pietro come Craxi, anzi peggio. Però sono pochi i media che si occupano della faccenda, ed ecco perchè i giudici possono andarci cauti. Tra l’altro si usano i guanti gialli, così nessun magistrato contatta i giornalisti per spiegare le gravissime accuse che gravano sulla testa del Di Pietro nazionale.
Nessuna fuga di notizie, come invece puntualmente accade quando si tratta di Berlusconi. Eppure Di Pietro, secondo le accuse documentate in Tribunale, avrebbe utilizzato i fondi del partito per scopi privati, anzi privatissimi.
Tirata in ballo una ricchissima società immobiliare che Di Pietro dice di aver costituito con i suoi risparmi di una vita e che invece nasconderebbe i fondi dell’Idv.
Dunque Feltri attacca senza pietà e su tutti i fronti. Ed anche all’interno dell’Idv De Magistris lavora accanitamente per prendere il posto del magistrato del pool di mani pulite. Neppure “Il Fatto”, seppur con sapiente meschinità, risparmia colpi a Di Pietro.
E allora? Quali considerazioni vanno fatte?
1) Sull’onestà. Il tifo non porta da nessuna parte. Se no possiamo accontentarci di leggere Feltri o Travaglio. La coerenza sta invece nell’aver il coraggio di squarciare il velo dell’ipocrisia per guardare in faccia la realtà, per quanto essa possa essere brutta
2) Su Di Pietro. Se lo si toglie di mezzo e la palla passa a De Magistris, si avrà subito un accordo dell’Idv con Pd e, probabilmente, anche con l’Udc
3) Berlusconi ha un consenso enorme. Per reagire ai cospiratori stranieri serve un governo di democrazia diretta
4)Craxi e Berlusconi. Oggi come allora le lobbies straniere vorrebbero imporre un golpe nel Paese che vuol essere Libero di governarsi da sè. La risposta può esserci in Europa, se quest’ultima si dimostrerà forte e compatta


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