PTS – A che gioco giochiamo?

24 febbraio 2009 | Di Annalisa Mazzeo | Categoria: Pantaloni e Tacchi a Spillo

pts - donnaIl gioco è una delle componenti principali nella formazione dell’equilibrio psico fisico dell’individuo.

Da bambini scopriamo così la realtà e i movimenti che provano a regolarla; giocando a cucù e a nascondino impariamo che oggetti e persone possono essere nascosti e ritornare, ammazzandoci di botte con gli amichetti scopriamo che i lividi ci mettono un paio di giorni a sparire e cadendo da pattini e biciclette che il nostro equilibrio dipende solo da noi e da quanto siamo bravi a scansare buche e ostacoli.

Crescendo i giochi diventano meno evidenti e più sottili, lividi e ferite ci mettono di più a guarire, i compagni di giochi non tornano facilmente dai loro nascondigli -o da dove li abbiamo mandati! –  e i balocchi non sono più oggetti inanimati a cui possiamo staccare i pezzi, per vedere come sono fatti dentro.

Staccare – per quanto a volte ne siamo davvero tentati… – i pezzi ai nostri compagni di svaghi, potrebbe costarci anni di villeggiatura in una struttura molto protetta…

Macchinine, bambole, biciclette e palloni diventano sentimenti, percezioni, passioni e impulsi.

Siamo consapevoli di giocare e siamo coscienti che spesso giochiamo con il fuoco

PTS - barbie e kenpts - giochi-maschiliNoi donne iniziamo a giocare con Barbie e Ken e crescendo impariamo che giocare solo con Ken è più divertente – a patto di non ritrovarci come compagno di giochi un fac-simile del bambolotto con il Vuoto Pneumatico sul davanti; gli uomini smettono di giocare con le macchinine ed iniziano con le BMW, i SUV e le Yamaha fz6…

In fondo cambiano solo le dimensioni dei giocattoli….

Il fanciulletto di Pascoli alberga così bene nel nostro Io da aver prenotato in pensione completa per tutta la stagione.

Ma, mentre la fanciullezza di noi donne è segnata, definita e tristemente sancita dal primo ciclo mestruale….quella degli uomini è di durata indefinita; di certo il Fanciulletto trova comoda sistemazione nella stagione ricompresa nel decennio che passa tra i 30 e i 40 anni.

Prima dei 30 un uomo ha la serietà dei ragazzi in formazione; deve capire cosa fare della sua vita e spende – e spande – ogni energia per inseguire quegli obiettivi. È un ragazzo serio ha interessi seri, relazioni serie, divertimenti seri.

Dopo i 40 l’unica cosa che riesce a seguire con serietà è la sua squadra del cuore su sky…

Al primo vagito del 30enne il mondo manifesta le sue aspettative: saranno anni di pane buttato dalla finestra o braccia tolte all’agricoltura? Comunque sia, i genitori aspettano al varco che una donna di passaggio si sobbarchi l’onore e l’onère di continuare ad accudire il loro pargolo e la donna di passaggio si aspetta una festa in abito bianco che consacri agli occhi di Dio e del mondo che il pargolo è cresciuto.

Ma sarebbe egoistico da parte nostra pensare che la spensieratezza dell’adolescenza si interrompa di punto in bianco alla 30esima candelina….è una delicata transizione, una passaggio obbligato verso una fase della vita colma di responsabilità: pertanto deve essere affrontato con la dovuta cautela e il giusto fair play…tenendo in debita considerazione lo stress pre e post traumatico che tale cambiamento comporta nel cervello di un uomo…

Non posso fare a meno di chiedermi: saremo mai in grado di giocare secondo le regole?

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