Inquinamento nella Valle del Mela

23 marzo 2009 | Di Amministratore Messina News | Categoria: Salute e Ambiente

adsc

Note di Mammola (del partito Idv) e Maimone (dell’associazione A.d.a.s.c.)

In riferimento alle dichiarazione del primo cittadino del comune di Milazzo, pubblicate sulla Gazzetta del Sud in data 23 marzo 2009,  l’ “A.D.A.S.C.” Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini – Milazzo, continuerà la sua battaglia con gridi di allarme anche sulle reti nazionali perché Milazzo e i comuni della Valle del Mela vivono in una situazione di disastro ambientale dovuta ad uno sviluppo industriale selvaggio  È doveroso comunicare che ci sono progetti  per   creare altri impianti (stazione di pompaggio Snam – Monforte Marina, l’impianto HMU3 che verrà costruito dentro la Raffineria di Milazzo, elettrodotto) invece di avviare le procedure di risanamento ambientale. Le situazioni di pericolo per i cittadini di Milazzo e della Valle del Mela esistono!! È bene precisare che la nostra associazione si batte in primis per la Salute del Cittadino e per dare respiro alle bellezze naturalistiche del nostro territorio. Noi ci battiamo anche per creare una economia su base turistica perché lo sviluppo industriale e quello turistico sono agli antipodi.. il turista trascorrendo le vacanze a Milazzo non si può ammalare!!! In merito al monitoraggio della qualità dell’aria noi lottiamo per ottenere un controllo completo delle sostanze inquinanti dannose per la salute pubblica e per l’ambiente. A nostro avviso devono essere monitorati e abbattuti attraverso tecnologiche eco-sostenibili gli agenti inquinanti: SO2, H2S, CH4, NMHC, THC, NOX, NO, NO2, O3, BTX, IPA, PM10, PM2.5, CO, VOC, , RILEVAMENTO DEI METALLI PESANTI NELLE POLVERI.  Ci preme precisare che con comunicazione trasmessa attraverso mass-media le centraline di proprietà della provincia regionale di Messina chiuderanno battenti nel mese di giugno nonostante i picchi d’allarme registrati nel nostro territorio (Gazzetta del Sud 21 Agosto 2008). Il controllo degli inquinanti deve essere svolto da enti superpartis  no dalle industrie. Non è accettabile l’idea del controllo da parte delle aziende inquinanti.  I cittadini della Valle del Mela non vivono di sensazioni e non strumentalizzano la situazione di crisi  ambientale. Quello che sosteniamo è pura e sola VERITA’. Ci preme precisare inoltre un’assenza quasi totale da parte delle istituzioni. È dal mese di  febbraio (precisamente il 02/02/09) che abbiamo inviato richiesta all’AUSL 5 – Direzione sanitaria, per l’elenco di esenzioni per patologie neoplastiche (cod.048) rilasciate negli ultimi cinque anni, a tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Noi chiediamo a gran voce di ottenere seri risultati perché siamo stufi di sentire solo promesse mai mantenute perché si tratta della salute del cittadino e di rendere pubblici i dati del monitoraggio ambientale.

Il Presidente

Giuseppe Maimone

logo idv“Piuttosto che gridare vittoria, lasciandosi andare a pubbliche reprimende, bisognerebbe valutare con assoluta serietà la drammatica situazione in cui versa la Valle del Mela”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori sui dati diffusi dall’Arpa inerenti alcuni fattori inquinanti nel messinese.”Se bastasse qualche dato incompleto, raccolto in un singolo palazzo o una particolare via, a fornire certezze e tranquillità ai cittadini, saremmo tra i primi a gioire. Purtroppo l’alta percentuale di malattie tumorali parla da sé. Ci vorrebbe, quanto meno, una maggiore sensibilità proprio da parte di chi dovrebbe farsi carico istituzionalmente della questione. I dati diffusi – prosegue il deputato IDV –  sono un timido ed insufficiente approccio: servono rilevazioni che prendano in considerazione la totalità dei fattori inquinanti, effettuate in diverse zone del territorio ed in un arco temporale significativo. Tanto più che i valori, anche se in linea di massima rispettosi delle previsioni normative, vanno contestualizzati in una situazione ambientale a dir poco preoccupante. Se l’intera Valle del Mela  è considerata, a tutti gli effetti, formale area ad alto rischio ambientale un motivo ci sarà. Queste rilevazioni – conclude Scilipoti – siano tutt’al più un semplice punto di partenza per analisi esaustive, complete e continue nel tempo”.


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